Il Matese non è nell’Appennino centrale
Osservatorio · Rischio idrogeologico
L’8 luglio 2026 l’Autorità di bacino distrettuale presenta alla Presidenza del Consiglio i nuovi Piani di assetto idrogeologico. La mappa del rischio racconta però che il territorio del Parco Nazionale del Matese appartiene a un distretto diverso — e che il versante molisano, il più esposto, non ha ancora né PAI aggiornato né piano del parco.
Oggi, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (AUBAC) ha presentato i Piani di assetto idrogeologico distrettuali — PAI frane e PAI idraulico — adottati definitivamente con le deliberazioni n. 67 e n. 68 del 26 maggio 2026 e resi operativi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 127 del 4 giugno 2026. Le misure di salvaguardia sono vincolanti da quella data, nelle more dell’approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
I due PAI riguardano un territorio di oltre 42.000 chilometri quadrati, sette Regioni, 901 Comuni, circa 9 milioni di abitanti. Sostituiscono nove strumenti di pianificazione previgenti, formatisi in epoche diverse con apparati cartografici e normativi non omogenei.
La notizia è rilevante. Ma per il Matese il contesto va precisato.
Il Matese scarica sul Volturno e sul Biferno
Il massiccio del Matese è biregionale: il versante campano scarica nel bacino del Volturno, il versante molisano nel bacino del Biferno. Entrambi appartengono al Distretto idrografico dell’Appennino meridionale, con sede a Caserta — non al Distretto dell’Appennino centrale che ha presentato oggi i suoi PAI a Roma.
I nuovi PAI AUBAC non coprono il territorio del Parco Nazionale del Matese. La verifica su georeferenziazione diretta — interrogando i servizi cartografici dell’Autorità sul perimetro del PNM — restituisce count zero per entrambi i layer di pericolosità distrettuale.
Gap verificativo
Il PAI vigente per il versante molisano del Matese (bacino Biferno) è quello dell’Appennino meridionale, non aggiornato al formato distrettuale. Il servizio WMS del Distretto meridionale risultava non disponibile alla data di pubblicazione di questo articolo. I dati di pericolosità mostrati nella mappa provengono da IdroGEO ISPRA, che aggrega i PAI vigenti a livello nazionale: rappresentano la classificazione attuale, non un piano aggiornato.
La mappa
La cartografia che segue sovrappone tre livelli informativi distinti per statuto: la zonazione del PNM ricostruita da ivinti.it/matese.bike su fonti ufficiali frammentarie (D.M. 101/2025, cartografia MASE); il perimetro del parco da OpenStreetMap; la pericolosità idrogeologica da frana e da alluvione secondo IdroGEO ISPRA. Nessuno di questi layer è cartografia ufficiale vigente ai fini normativi.
Fonti: zonazione PNM — elaborazione ivinti.it/matese.bike da D.M. 101/2025 e cartografia MASE; perimetro — OpenStreetMap contributors; pericolosità idrogeologica — IdroGEO ISPRA, licenza aperta. Nessun layer sostituisce la cartografia ufficiale vigente.
Cosa mostra la mappa
La lettura della sovrapposizione produce un’osservazione empirica: la densità delle aree classificate a pericolosità da frana sul versante molisano — il lato Biferno, quello che guarda verso Campobasso — è sensibilmente maggiore rispetto al versante campano. Le zone di pericolosità attraversano in più punti aree che nella zonazione provvisoria del PNM ricadono in Zona 2 (riserva generale orientata) e Zona 3 (area di protezione).
Questa osservazione ha un limite dichiarato: i dati di pericolosità ISPRA aggregano PAI di generazioni diverse, elaborati con metodologie non omogenee. La densità apparente sul versante molisano potrebbe riflettere anche differenze nei criteri di mappatura tra le autorità di bacino storiche, non solo differenze nella pericolosità reale del territorio.
La stratificazione che si accumula
Il Parco Nazionale del Matese esiste dal 2002 sul piano nominale, ma non dispone di piano del parco approvato, di comitato di gestione operativo completo, né di dati geospaziali accessibili in formato aperto. Il decreto perimetrale D.M. 101/2025 ha definito un confine; la sentenza TAR Lazio n. 04469/2026 ha confermato la legittimità del percorso. Ma il regime resta provvisorio.
Su questo vuoto normativo si depositano oggi le misure di salvaguardia PAI — non quelle AUBAC presentate stamattina a Roma, ma quelle del Distretto meridionale, non aggiornate al formato distrettuale. Il territorio del PNM si trova quindi sotto tre regimi sovrapposti che non dialogano tra loro: il regime provvisorio del parco (senza piano), il PAI previgente dell’Appennino meridionale (non distrettuale), e le norme di salvaguardia del D.M. 101/2025.
Nessuno di questi strumenti è stato elaborato in coordinamento con gli altri.
Riferimenti normativi e documentali
GU n. 127 del 4 giugno 2026 — Avvisi di adozione definitiva PAI frane (26A02758) e PAI idraulico (26A02762) dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale. Deliberazioni CIP n. 67 e n. 68 del 26 maggio 2026. Base normativa: artt. 63 comma 6 lett. e), 65 comma 7, 66, 67 e 68 D.Lgs. 152/2006.
D.M. 101/2025 — Decreto di perimetrazione del Parco Nazionale del Matese.
TAR Lazio, sentenza n. 04469/2026 — Rigetto del ricorso contro il decreto di perimetrazione (con annotazione: l’indicazione “11 agosto 2026” nel testo della sentenza è un errore materiale; la data corretta è 11 agosto 2025).
IdroGEO ISPRA — Piattaforma nazionale per la consultazione dei dati di pericolosità idrogeologica aggregati dai PAI vigenti: idrogeo.isprambiente.it.
Evento AUBAC dell’8 luglio 2026 — “PAI distrettuali AUBAC. Prevenzione, salvaguardie e attuazione”, Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fonte secondaria: Eco Alto Molise, 8 luglio 2026.
Osservatorio dei Vinti · ivinti.it · 8 luglio 2026