Il Gran Sasso e Monti della Laga in cifre: economia, natura e piano senza complemento
Analisi · I magnifici cinque — Tronco, pezzo 4

Quarta puntata del Tronco. Il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ha un ente operativo dal 1995 e un piano del parco vigente dal 2020. Ha impiegato venticinque anni per portare il piano all’approvazione triregionale — con una prima serie di adozioni regionali andata a vuoto tra il 2004 e il 2006, e una seconda ripresa completata tra il 2017 e il 2019. Il Piano Pluriennale Economico e Sociale, previsto dall’art. 14 L. 394/1991 come complemento ordinario del piano del parco, non è mai stato approvato dalle regioni: né nella versione del 2003 né in quella del 2015. Il Gran Sasso è il caso che dimostra come avere un piano vigente e un’istituzione operativa non coincida automaticamente con avere strumenti pianificatori economici e sociali attivi.

Analisi I magnifici cinque luglio 2026  ·  Osservatorio dei Vinti
Nota metodologica — fonti e simmetria con i pezzi precedenti Questo articolo utilizza come fonti primarie il Piano del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga vigente (GU n. 124 del 22/10/2020; deliberazioni regionali DCR Abruzzo n. 96/2 del 01/08/2017, DCR Lazio n. 7 del 07/08/2019, DALR Marche n. 105 del 06/12/2019), il D.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995 s.o. 97), il Repertorio ISPRA aggiornato marzo 2026, la scheda MASE e il sito istituzionale dell’Ente Parco (gransassolagapark.it). L’elenco dei 44 comuni è verificato su parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/com.php, che riproduce i dati del perimetro ufficiale. I dati faunistici provengono dal sito dell’Ente Parco; la fonte primaria della stima 2021 del camoscio (~1.200 esemplari) non è stata letta direttamente — il dato è dichiarato come stima istituzionale. Per il PPES non approvato, la fonte è la Relazione della Corte dei Conti sulla gestione 2018 degli enti parco, citata da fonte secondaria verificata; il testo integrale non è stato letto direttamente. La struttura in tre movimenti è identica ai pezzi precedenti. Le fonti demografiche a scala comunale (serie ISTAT 2001–2021) non sono state estratte per comune — dichiarato come Gap dichiarato C.1.

Questo pezzo è il quarto del Tronco della miniserie. Segue la radice documentale, il pezzo sul PNM, il pezzo sul PNALM e il pezzo sulla Majella. I criteri metodologici e la struttura argomentativa complessiva sono nella radice.

Il Tronco ha descritto tre posizioni distinte. Il PNM è l’assenza: nessun ente, nessun piano, salvaguardia pura. Il PNALM è l’attesa riuscita: piano approvato dopo 102 anni, ente operativo da decenni. La Majella è la governance consolidata che non riesce ad aggiornarsi: piano vigente dal 2009, iter di revisione fermo in attesa di una delibera regionale. Il Gran Sasso è un quarto caso, non riducibile ai precedenti.

Ha un piano vigente — ottenuto con approvazione triregionale coordinata e pubblicazione in GU nel 2020. Ha un ente operativo da trent’anni, una sede istituzionale consolidata, strutture di ricerca, un patrimonio naturalistico ampiamente documentato. Non ha però il Piano Pluriennale Economico e Sociale, previsto dalla legge come complemento ordinario del piano del parco, e che le tre regioni non hanno mai approvato in due tentativi a distanza di undici anni. La peculiarità del Gran Sasso non è il ritardo istituzionale — che è stato colmato, almeno per il piano del parco — ma la persistente lacuna negli strumenti di governo economico e sociale del territorio, sopravvissuta alla faticosa approvazione del piano stesso.


Movimento A

Struttura istituzionale: il piano vigente e il complemento mancante

Il perimetro

Il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga si estende su circa 150.000 ettari nelle regioni Abruzzo, Lazio e Marche, distribuiti su cinque province — L’Aquila, Teramo, Pescara (Abruzzo), Rieti (Lazio), Ascoli Piceno (Marche) — e quarantaquattro comuni. Con questa estensione è il più grande dei cinque parchi della miniserie, e il terzo parco nazionale più esteso d’Italia.

Regione / Provincian.Comuni
Abruzzo — L’Aquila 16 Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Calascio, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, L’Aquila, Montereale, Ofena, Pizzoli, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Lucia degli Abruzzi
Abruzzo — Pescara 10 Brittoli, Bussi sul Tirino, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Corvara, Farindola, Montebello di Bertona, Pescosansonesco, Villa Celiera
Abruzzo — Teramo 14 Arsita, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d’Italia, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana
Lazio — Rieti 2 Accumoli, Amatrice
Marche — Ascoli Piceno 2 Acquasanta Terme, Arquata del Tronto
Totale 44

Fonte: parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/com.php (elenco ufficiale verificato luglio 2026). Distribuzione per provincia: L’Aquila 16, Pescara 10, Teramo 14, Rieti 2, Ascoli Piceno 2.

La distribuzione geografica presenta un’asimmetria strutturale rilevante: l’Abruzzo ospita 40 dei 44 comuni del perimetro e la quota preponderante del territorio; Lazio e Marche partecipano con 2 comuni ciascuno. Nella procedura di approvazione del piano del parco prevista dall’art. 12 L. 394/1991, però, ogni regione esprime la propria delibera indipendentemente dalla quota territoriale che rappresenta. Anche una regione con il 2–3% del perimetro partecipa integralmente alla procedura e la sua mancata approvazione blocca la pubblicazione in GU. Questo vale per il piano del parco. Vale anche per il PPES.

L’iter istitutivo e il piano

Il Gran Sasso è inserito nell’art. 34 c. 1 della L. 394/1991. La perimetrazione provvisoria è arrivata con D.M. 4 dicembre 1992, con successivi aggiustamenti (D.M. 4 novembre 1993; D.M. 22 novembre 1994, che ha ridotto il perimetro dagli iniziali 220.000 ettari agli attuali 150.000). L’Ente Parco è stato costituito con D.P.R. 5 giugno 1995 — lo stesso decreto che ha istituito l’Ente Parco della Majella.

Iter istitutivo e pianificatorio — Gran Sasso e Monti della Laga — cronologia verificata

Fonti: L. 394/1991; D.P.R. 5/6/1995; gransassolagapark.it/pagina.php?id=16; ISPRA Repertorio; Corte dei Conti citata da fonte secondaria verificata

1991
Inserimento in L. 394/1991 art. 34 c. 1 — istituzione diretta per legge.
1992–1994
D.M. 4/12/1992: prima perimetrazione provvisoria (220.000 ha). D.M. 4/11/1993: misure di salvaguardia. D.M. 22/11/1994 (GU n. 301 del 27/12/1994): riduzione perimetro, esclusione aree contigue.
1995
D.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995 s.o. 97) — istituzione Ente Parco. Sede iniziale a L’Aquila, trasferita ad Assergi nel 2001.
1999
Consiglio Direttivo adotta il Piano del Parco (dicembre 1999). Avvio dell’iter di trasmissione alle regioni.
2003–2004
Piano Pluriennale Economico e Sociale (PPES) approvato dalla Comunità del Parco (dicembre 2003), valutato dall’Ente (febbraio 2004), trasmesso alle tre regioni (aprile 2004). Le regioni non lo approvano.
2004–2006
Prima fase di adozione regionale del piano del parco: Abruzzo (maggio 2004), Lazio (dicembre 2005), Marche (settembre 2006). Le tre adozioni non convergono nella pubblicazione in GU. Le ragioni documentate di questo esito non sono state ricostruite su fonti primarie — Gap dichiarato A.1.
2009
Terremoto de L’Aquila (6 aprile, Mw 6,3): oltre 300 morti. Il comune di L’Aquila è nel perimetro del parco.
2015
La Comunità del Parco approva un secondo PPES (undici anni dopo il primo rimasto senza risposta regionale). Trasmesso alle regioni. Le regioni non lo approvano.
2016–2017
Sequenza sismica del Centro Italia (agosto 2016 – gennaio 2017): Amatrice e Accumoli (Rieti, nel perimetro del parco) subiscono distruzioni radicali. Arquata del Tronto (Ascoli Piceno, nel perimetro marchigiano) è gravemente colpita.
2017–2019
Seconda fase di adozione regionale del piano del parco: DCR Abruzzo n. 96/2 del 01/08/2017; DCR Lazio n. 7 del 07/08/2019; DALR Marche n. 105 del 06/12/2019.
2020
Piano vigente. Pubblicazione GU Parte II n. 124 del 22 ottobre 2020. Venticinque anni dall’istituzione dell’ente; sedici anni dalla prima serie di adozioni regionali non andate a pubblicazione.

Iter 2017–2020 verificato su gransassolagapark.it/pagina.php?id=16 (testi integrali delle delibere regionali). Prima fase 2004–2006 e iter PPES: Relazione Corte dei Conti sulla gestione 2018, citata da fonte secondaria verificata — testo integrale non letto direttamente.

Il PPES come strumento mai entrato in funzione Il Piano Pluriennale Economico e Sociale è previsto dall’art. 14 L. 394/1991 come lo strumento attraverso cui il parco promuove lo sviluppo economico e sociale delle popolazioni residenti nel territorio. La Comunità del Parco lo ha prodotto due volte, a undici anni di distanza. Le regioni non lo hanno mai approvato. La L. 394/1991 non prevede un termine entro cui le regioni debbano pronunciarsi sul PPES, esattamente come non lo prevede per il piano del parco. Non prevede meccanismi sostitutivi per l’inerzia regionale su nessuno dei due strumenti. Il risultato documentato: il parco più esteso dei cinque nella miniserie non ha strumenti economici e sociali approvati a luglio 2026, pur avendo un piano del parco vigente dal 2020 e un ente operativo da trent’anni. La lacuna non è tecnica, secondo la documentazione esaminata — la Comunità del Parco ha prodotto lo strumento due volte — ma strutturalmente incorporata nella L. 394/1991.
VoceDato
Superficie~150.000 ha (cifra istituzionale comunemente citata); il D.P.R. 1995 riporta 141.341 ha — la discrepanza non è stata risolta su fonti primarie (Gap dichiarato A.2)
RegioniAbruzzo, Lazio, Marche
ProvinceL’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Ascoli Piceno
Comuni44 (verificati su elenco ufficiale)
DPR istitutivo enteD.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995 s.o. 97)
Piano del parcoVigente dal 22 ottobre 2020 (GU Parte II n. 124)
PPESNon approvato: versione 2003 senza risposta regionale; versione 2015 idem
Anni DPR → piano vigente~25 anni (1995–2020)
Vetta più altaCorno Grande, 2912 m s.l.m. — massima elevazione appenninica
Ghiacciaio del CalderoneUnico ghiacciaio dell’Europa meridionale; in progressivo ritiro documentato

Fonti: D.P.R. 5/6/1995; gransassolagapark.it; MASE; ISPRA Repertorio marzo 2026.

La variabile sismica come dato di contesto

Nessun altro parco della miniserie ha avuto nel proprio perimetro comuni direttamente colpiti da sequenze sismiche durante l’iter del piano. Il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 (Mw 6,3) ha interessato direttamente il comune di L’Aquila, nel perimetro del parco. La sequenza sismica del Centro Italia del 2016–2017 ha distrutto Amatrice e Accumoli (Rieti) e gravemente danneggiato Arquata del Tronto (Ascoli Piceno): ovvero i quattro comuni non abruzzesi del perimetro fuori dalla provincia di L’Aquila.

Non si afferma un rapporto causale tra le sequenze sismiche e i ritardi pianificatori: le adozioni regionali del 2004–2006 erano andate a vuoto prima del 2009, e la ripresa dell’iter nel 2017 è successiva al sisma del 2016 senza che le fonti disponibili documentino una connessione diretta. Si registra però un dato rilevante per la Chioma: il piano del parco vigente dal 2020 è stato approvato nelle sue adozioni laziale e marchigiana (2019) mentre i rispettivi territori di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto erano in piena fase di ricostruzione post-sismica. La coesistenza tra le norme del piano del parco e i piani di ricostruzione del cratere non è documentata nei materiali consultati per questo pezzo — Gap dichiarato A.3.


Movimento B

Il patrimonio naturalistico: ricchezza documentata e monitoraggio

La flora

Il Gran Sasso e Monti della Laga è un territorio cerniera tra la regione euro-siberiana e quella mediterranea. La diversità floristica — 2.364 specie di piante superiori censite secondo parks.it — non ha equivalenti tra i cinque parchi della miniserie per la combinazione di estensione verticale (dal fondovalle a 2.912 m del Corno Grande) e diversità litologica: massiccio carbonatico del Gran Sasso a est, catena arenacea dei Monti della Laga a nord-ovest.

CategoriaDato istituzionale
Specie vegetali superiori censite2.364 (parks.it) / ~2.300 (homepage gransassolagapark.it) — i due dati provengono da pagine istituzionali differenti
Orchidee spontanee85 specie
Piante carnivore2 specie
Endemiche del Parco12 specie
Endemiche italiane presenti231 specie
Specie di elevato valore conservazionistico132 specie

Fonti: parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/par.php; gransassolagapark.it. Dati istituzionali — la fonte primaria del censimento non è stata verificata direttamente (Gap dichiarato B.1).

Le specie di maggiore valore conservazionistico includono endemismi di alta quota — Stella alpina dell’Appennino (Leontopodium nivale subsp. alpinum), Androsace di Matilde (Androsace mathildae), Genepì appenninico — e specie di bassa quota esclusive di quest’area come il Limonio aquilano e l’Astragalo aquilano. La catena arenacea dei Monti della Laga ospita comunità vegetali distinte rispetto al massiccio carbonatico, legate all’abbondanza idrica e all’umidità: la diversità floristica del parco è il prodotto di questa dualità, non di un sistema omogeneo.

La fauna

L’animale simbolo del parco è il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata), reintrodotto tra il 1992 e il 1999 dopo quasi un secolo di assenza dal Gran Sasso. La stima 2021 è di circa 1.200 esemplari, con tappe intermedie di ~450 (censimento su 33 sentieri, anno non specificato nel materiale consultato) e ~662 (2015, citato da fonte aggregatrice). Il sito istituzionale dell’Ente riporta la cifra di ~500 individui senza anno di riferimento — la discrepanza con la stima 2021 suggerisce che i dati sul sito non siano stati aggiornati.

SpecieNome scientificoGruppoNote
Camoscio appenninicoRupicapra pyrenaica ornataMammiferoReintrodotto 1992–1999; ~1.200 esemplari (stima 2021, fonte istituzionale); All. II Dir. Habitat (prioritario *)
CervoCervus elaphusMammiferoReintrodotto 2004; ~500 esemplari (homepage ente, anno n.d.)
Lupo appenninicoCanis lupus italicusMammifero~120 individui, ~20 nuclei riproduttivi (homepage ente, anno n.d.); All. II e IV Dir. Habitat
Orso bruno marsicanoUrsus arctos marsicanusMammiferoArea di transito; 2 maschi erranti nel 2021 (Rapporto RMAM 2022); All. II Dir. Habitat (prioritario *)
Gatto selvaticoFelis silvestrisMammiferoPresente; All. IV Dir. Habitat
Vipera dell’OrsiniVipera ursiniiRettilePopolazione più consistente d’Italia; praterie d’alta quota; All. II Dir. Habitat (prioritario *)
Aquila realeAquila chrysaetosUccello11 coppie nidificanti (homepage ente); All. I Dir. Uccelli
LanarioFalco biarmicusUccelloAll. I Dir. Uccelli; SPEC 3
Fringuello alpinoMontifringilla nivalisUccelloStazione appenninica più numerosa sul Gran Sasso
CoturniceAlectoris graecaUccelloAll. I Dir. Uccelli
Rana temporariaRana temporariaAnfibioLaghi Secco e della Selva (Laga): unica popolazione Italia centrale insieme al tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris)
Geotritone italicoSpeleomantes italicusAnfibioGrotte nelle forre dei torrenti
Salamandra dagli occhialiSalamandra salamandra giglioliiAnfibioEndemismo appenninico

Fonti: gransassolagapark.it (pagine fauna, orso marsicano, camoscio); Relazione RMAM 2022 (gransassolagapark.it/pagina.php?id=54); classificazione Allegati da formulari Natura 2000.

La componente anfibiologica dei Monti della Laga merita una nota separata. I laghi Secco e della Selva ospitano le uniche popolazioni dell’Italia centrale di rana temporaria e tritone alpestre — specie che nell’Appennino centro-meridionale si trovano altrimenti solo in una ristretta area della Calabria. Questa specificità biogeografica non è visibile nei dati aggregati del parco, ma è uno degli elementi che rendono il contributo conservazionistico dei Monti della Laga non sovrapponibile a quello del massiccio calcareo del Gran Sasso.

Gap dichiarato B.2 — dati di monitoraggio faunistico aggiornati I dati faunistici aggregati provengono dal sito istituzionale dell’Ente senza anno di riferimento esplicito per la maggior parte delle specie. La stima di 1.200 camosci (2021) è riportata da fonte aggregatrice con riferimento all’Ente: la relazione primaria del censimento non è stata identificata. Il confronto quantitativo tra le popolazioni faunistiche dei cinque parchi è rinviato alla Chioma tematica sulla biodiversità.

Movimento C

La struttura demografica: spopolamento strutturale e discontinuità sismiche

La serie demografica dei comuni del Gran Sasso e Monti della Laga riflette due dinamiche distinte che si sovrappongono senza coincidere: lo spopolamento strutturale delle aree interne appenniniche — comune a tutti e cinque i parchi della miniserie — e gli effetti delle sequenze sismiche del 2009 e del 2016–2017, che hanno prodotto spostamenti di popolazione di natura diversa dallo spopolamento volontario verso i centri urbani.

Gap dichiarato C.1 — dati demografici a scala comunale non estratti Per questo pezzo non è stata svolta l’estrazione sistematica dei dati ISTAT 2001–2021 per ciascuno dei 44 comuni del perimetro. La verifica puntuale è rinviata alla Chioma demografica. I dati riportati sono riferiti ad aree interne parzialmente sovrapponibili al perimetro del parco, non estratti sul perimetro esatto.

L’Area Interna “Alto Aterno – Gran Sasso – Laga” — che comprende una parte significativa dei comuni teramani e aquilani del parco — ha registrato tra il 2012 e il 2018 una riduzione media di popolazione dell’8,15%, con picchi vicini al 20% in comuni come Fano Adriano. Il Rapporto 2024 dell’Agenzia per la Coesione Territoriale segnala un indice composito di fragilità comunale elevato per la maggioranza dei comuni e una dipendenza dalle politiche di area interna per il mantenimento dei servizi di base.

I comuni di Amatrice e Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) rappresentano un caso demograficamente distinto: le perdite di popolazione successive al 2016 sono state indotte dall’emergenza sismica e dalla successiva impossibilità di rientrare nelle abitazioni, non dalla migrazione verso i centri urbani. La dinamica demografica di questi comuni non è comparabile alla serie storica 2001–2021 degli altri 41 comuni del perimetro. La Chioma demografica dovrà trattare separatamente i due insiemi.


La posizione del Gran Sasso nella griglia comparata

Il Gran Sasso ha ciò che il PNM non ha e che il PNALM ha faticato un secolo a costruire: un piano vigente, un ente operativo da trent’anni, una struttura istituzionale consolidata. Ha qualcosa che la Majella non ha ancora: l’approvazione triregionale del piano è stata portata a compimento, con pubblicazione in GU. E tuttavia documenta una lacuna che nessuno degli altri tre pezzi aveva potuto mostrare con questa precisione: il piano del parco e il PPES sono strumenti distinti con iter distinti, e il completamento del primo non trascina il secondo.

La L. 394/1991 non prevede termini certi né per il piano del parco né per il PPES, e non prevede meccanismi sostitutivi per l’inerzia regionale su nessuno dei due. Il risultato nel caso Gran Sasso: oltre vent’anni tra la prima trasmissione del PPES alle regioni (2004) e luglio 2026, senza un’approvazione. La struttura procedurale è la stessa che ha prodotto il blocco del piano del parco tra il 2006 e il 2017 — ma nel caso del PPES, il blocco non è ancora stato risolto.

Nella Chioma della miniserie, il Gran Sasso sarà il termine di riferimento per il confronto sulla fauna — in particolare sul camoscio appenninico, reintrodotto in più parchi in epoche diverse — e per l’analisi delle dinamiche economiche in un perimetro soggetto a eventi sismici. Sarà anche il caso su cui verificare se la presenza di un piano vigente si traduca in strumenti di governo del territorio effettivamente operativi, o se la lacuna del PPES rimanga una discontinuità strutturale non colmata.

Fonti primarie e note sulle verifiche
  • L. 6 dicembre 1991 n. 394, art. 34 c. 1 — istituzione Gran Sasso e Monti della Laga per legge
  • D.M. 4 dicembre 1992 — prima perimetrazione provvisoria (220.000 ha)
  • D.M. 4 novembre 1993 — misure di salvaguardia
  • D.M. 22 novembre 1994 (GU n. 301 del 27/12/1994) — riduzione perimetro, esclusione aree contigue
  • D.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995 s.o. 97) — istituzione Ente Parco
  • DCR Abruzzo n. 96/2 del 01/08/2017 (BUR Abruzzo suppl. n. 22 del 06/06/2018) — adozione regionale piano (seconda fase)
  • DCR Lazio n. 7 del 07/08/2019 (BUR Lazio suppl. n. 84 del 17/10/2019) — adozione regionale piano
  • DALR Marche n. 105 del 06/12/2019 (BUR Marche suppl. n. 102 del 13/12/2019) — adozione regionale piano
  • GU Parte II n. 124 del 22/10/2020 — pubblicazione Piano del Parco; entrata in vigore
  • gransassolagapark.it/pagina.php?id=16 — pagina ufficiale Piano del Parco con testi delibere regionali (verificata luglio 2026)
  • gransassolagapark.it/pagina.php?id=19 — pagina Fauna (verificata luglio 2026)
  • gransassolagapark.it/pagina.php?id=54 — pagina Orso marsicano, link Relazione RMAM 2022
  • parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/com.php — elenco 44 comuni con provincia e regione (verificato luglio 2026)
  • parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/par.php — dati floristici (2.364 specie censite)
  • MASE — scheda Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • ISPRA, Repertorio dello stato di attuazione, aggiornamento 31/03/2026
  • Agenzia per la Coesione Territoriale, «Analisi territoriale Area Interna Alto Aterno Gran Sasso Laga», ottobre 2024 (coesione.regione.abruzzo.it) — dati spopolamento 2012–2018 e IFC
  • Corte dei Conti, Relazione sulla gestione finanziaria 2018 dei 22 Enti parco nazionali — citata da fonte secondaria verificata (ilfoglietto.it, agosto 2020) per iter PPES e prima fase adozioni regionali 2004–2006. Testo integrale non letto direttamente.

ivinti.it — Osservatorio dei Vinti · luglio 2026

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