Un decennio di attesa
Parco Nazionale del Matese · Scenario attuativo · Luglio 2026

Se la macchina pubblica replica ciò che ha già fatto con gli altri parchi nazionali, il Piano del PNM arriverà tra il 2035 e il 2040. In quel lasso di tempo, i comuni più fragili del perimetro attraverseranno soglie demografiche difficilmente reversibili.

Analisi prospettica Campania · Molise Fonti: ISPRA · MEF · ISTAT
Nota metodologica Questa analisi costruisce uno scenario sulla base di dati ISPRA verificati sui tempi di pianificazione dei parchi nazionali italiani e sui dati socioeconomici già pubblicati nell’Osservatorio del 19 giugno 2026. La proiezione demografica non deriva da un modello statistico specifico per il PNM ma dall’estrapolazione del trend certificato (−18% in vent’anni, con accelerazione nei comuni di alta quota) applicato all’orizzonte temporale ISPRA. L’inferenza è dichiarata come tale in ogni punto in cui supera i dati disponibili.

Il punto di partenza: fase zero

Al 31 marzo 2026, il Repertorio ISPRA sullo stato di attuazione dei Piani per il Parco nei Parchi Nazionali registra per il Parco Nazionale del Matese una condizione che precede qualsiasi iter: non è ancora stato emanato il DPR di istituzione dell’Ente Parco. Senza Ente Parco formalmente costituito, non può iniziare la fase 1 — la redazione del piano — che è il prerequisito di tutto il resto.

Il perimetro provvisorio esiste dal 22 aprile 2025, fissato dal DEC/MIN/101 sotto ordine del TAR Lazio. Le misure di salvaguardia sono operative. I vincoli sulle attività antropiche sono in vigore. Ma l’istituzione che dovrebbe governare quel territorio — definire cosa è compatibile con la tutela e cosa non lo è, gestire le risorse, intercettare i fondi europei, costruire il confronto con le comunità locali — non esiste ancora come soggetto giuridico a pieno titolo.

È in questo stato che il PNM entra nel confronto con il resto del sistema.


Sezione 1 — Il sistema come specchio

Cosa dice la media dei parchi nazionali italiani

ISPRA monitora lo stato di attuazione dei piani per tutti i 25 parchi nazionali italiani. I dati aggiornati all’agosto 2023 — gli ultimi con elaborazione statistica pubblicata — restituiscono un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche.

13/25
Parchi nazionali senza piano vigente (agg. ago. 2023)
21 anni
Ritardo medio accumulato nei 13 parchi ancora senza piano
14 anni
Ritardo medio anche nei 12 parchi che il piano lo hanno approvato
0
Parchi che hanno rispettato la tempistica ex lege (L. 394/1991)
>30 anni
Ritardo in diversi casi individuali documentati da ISPRA
Fase 0
Stato del PNM al 31 marzo 2026: DPR Ente Parco non ancora emanato

La distribuzione è ulteriormente articolata: al momento del rilevamento, 1 parco aveva istituito l’Ente ma non aveva avviato alcuna procedura di redazione; 5 erano in fase 1 (preparazione e adozione); 6 in fase 2 (deposito e consultazione pubblica); 1 in fase 3 (approvazione). Nessuno aveva rispettato i tempi previsti dalla legge.

Il dato più significativo per la proiezione sul PNM non è la media, ma il caso migliore documentato: anche i parchi che hanno completato l’iter lo hanno fatto con un ritardo medio di 14 anni. Non esiste nel sistema un precedente recente di piano approvato in tempi conformi alla normativa.

Il dato che cambia la scala temporale Il PNM al 31 marzo 2026 non si trova in ritardo sull’iter: non ha ancora iniziato l’iter. I 21 anni di ritardo medio misurati da ISPRA partono dall’istituzione dell’Ente Parco. Per il PNM, quella data è ancora da fissare. La proiezione che segue assume come anno zero il 2026; ogni mese di ulteriore attesa sposta in avanti l’orizzonte.

Sezione 2 — Lo scenario atteso

2026–2040: la proiezione per confronto di sistema

Applicando al PNM i tempi documentati da ISPRA per il sistema dei parchi nazionali italiani, si ottiene uno scenario in tre varianti. Nessuna delle tre prevede l’approvazione del piano prima del 2033; la variante centrale — quella coerente con la media dei parchi che il piano lo hanno approvato — colloca la data intorno al 2040.

Scenario temporale PNM — Proiezione per confronto con sistema ISPRA

Anno zero: 2026 (emanazione DPR Ente Parco stimata). Varianti basate su percentili della distribuzione ISPRA.

Le tre varianti non sono scenari ottimistico/pessimistico costruiti a priori: derivano dai dati ISPRA esistenti. La variante rapida (piano entro il 2033) corrisponde ai casi migliori documentati nel sistema — parchi con territorio omogeneo, ente con organico adeguato, regioni non conflittuali. La variante centrale (2038) corrisponde alla media dei parchi che hanno completato l’iter. La variante lenta (oltre il 2040) corrisponde ai casi in cui il territorio si estende su più regioni, i conflitti locali sono elevati, e le risorse dell’ente sono insufficienti: esattamente le condizioni del PNM.

Il fattore specifico che spinge il PNM verso la variante lenta è la biregionalità. ISPRA documenta esplicitamente che la complessità dell’iter si accentua per i parchi i cui territori ricadono in più di una regione: la necessità di coordinamento tra Campania e Molise, con due sistemi normativi regionali, due giornate regionali di confronto, due percorsi VAS, è un moltiplicatore di tempi strutturale, non contingente.

Inferenza dichiarata La proiezione “2035–2040” non è una previsione certa: è il risultato dell’applicazione della media di sistema ISPRA a un caso che presenta tutti i fattori strutturali associati ai ritardi più lunghi (biregionalità, conflittualità locale documentata, ente non ancora istituito). Un’accelerazione è possibile ma richiederebbe condizioni assenti nella storia recente del sistema.

Sezione 3 — Il territorio in quel lasso di tempo

Cosa accade ai comuni del PNM mentre l’iter avanza

I dati pubblicati nell’Osservatorio del 19 giugno 2026 mostrano un territorio già in condizione critica prima che il PNM entrasse in vigore. La perdita demografica media tra i 54 comuni del perimetro è stata del 18% tra il 2005 e il 2024. Nei comuni di alta quota — Gallo Matese, Letino, Pietraroja, Castelpizzuto — il calo supera il 40%, con indici compositi (reddito, popolazione, imprese) tra 5 e 13 punti su 100.

La correlazione documentata tra variazione delle imprese e variazione della popolazione a cinque anni è r=+0,81: imprese e abitanti si perdono insieme, in un ciclo che si auto-rinforza. Meno gente, meno clienti, meno imprese; meno imprese, meno lavoro, meno gente. Questo ciclo non è innescato dal PNM — precede di decenni qualsiasi vincolo formale — ma il regime provvisorio attuale ne rimuove le valvole di compensazione che restavano aperte.

Le misure di salvaguardia provvisorie bloccano autorizzazioni senza distinguere tra attività incompatibili con la tutela e attività perfettamente compatibili: quella distinzione è compito del Piano del parco, che non esiste. Chi vuole ristrutturare un casale per aprire una struttura ricettiva, avviare una filiera agroalimentare certificata, o semplicemente adeguare un capannone agricolo, si trova davanti a un’incertezza normativa che non è risolvibile localmente. Ogni anno di attesa è un anno in cui quella persona valuta alternative altrove.

Comuni PNM — Proiezione demografica per fascia altimetrica

Estrapolazione del trend 2005–2024 (ISTAT) sull’orizzonte 2024–2040. Inferenza dichiarata: assenza di politiche di inversione.

La soglia che non si vede nei grafici Sotto una certa densità demografica — variabile per contesto ma documentata dalla letteratura sulle aree interne italiane — nessuna politica di sviluppo è più efficace senza misure di incentivo alla residenza che precedano qualsiasi altro intervento. Alcuni comuni del PNM di alta quota sono già in quella zona. Un decennio di ulteriore calo li attraverserà definitivamente.

Sezione 4 — La finestra che si chiude

Il ciclo europeo 2021–2027 e il soggetto attuatore che non c’è

I fondi europei destinati alle aree protette — FESR, FEASR, Life — vengono assegnati sulla base di strumenti di programmazione approvati e di soggetti attuatori formalmente costituiti. Il ciclo 2021–2027 si chiude per la rendicontazione nel 2029.

Un Ente Parco che non è ancora istituito con DPR nel 2026 non può essere soggetto attuatore credibile per progetti strutturati in questo ciclo. Non è una questione di volontà politica o di capacità tecnica: è una questione di soggettività giuridica. L’ente deve esistere, deve avere un bilancio approvato, deve avere una struttura operativa in grado di gestire rendicontazioni europee. Nessuna di queste condizioni è soddisfatta oggi, e nessuna si crea in tempi compatibili con le scadenze del ciclo corrente.

Il prossimo ciclo di programmazione europea inizierà nel 2028. Se il DPR arriva nel 2026 e l’ente diventa operativo nel 2027, il PNM potrà partecipare al ciclo 2028–2034 — ma come ente nuovo, senza storico di spesa, senza piano del parco approvato come strumento di programmazione, con capacità di assorbimento inizialmente limitata. I fondi più consistenti — quelli associati a misure di sviluppo locale integrate — richiedono strumenti di pianificazione vigenti che il PNM non avrà prima della metà degli anni Trenta nella variante centrale.

Il confronto che chiude il ragionamento

Il Parco Nazionale del Pollino è stato istituito nel 1993. Il suo Piano del parco è entrato in vigore nel 2021: ventotto anni dopo. Nel frattempo, i comuni interni al perimetro hanno continuato a spopolarsi, le imprese a chiudere, i giovani a emigrare. Il parco esiste; la sua gestione attiva è iniziata tre decenni dopo la sua istituzione.

Il Pollino ha caratteristiche che lo avvicinano al PNM più di qualsiasi altro caso: territorio appenninico meridionale, biregionale (Calabria e Basilicata), forte conflittualità iniziale con le comunità locali, economia di partenza fragile. Non è una previsione: è un precedente diretto.

La domanda che questa analisi lascia aperta non è se il PNM riuscirà ad avere un piano del parco. È se i comuni di Gallo Matese, Letino, Pietraroja e Castelpizzuto avranno ancora una popolazione residente sufficiente a trarne beneficio quando quel piano arriverà.


Fonti e riferimenti

  • ISPRA — Repertorio dello stato di attuazione dei Piani per il Parco nei Parchi Nazionali, aggiornamento 31/03/2026. isprambiente.gov.it
  • ISPRA — Indicatore «Stato di attuazione della pianificazione nei Parchi Nazionali», aggiornamento agosto 2023. indicatoriambientali.isprambiente.it
  • Osservatorio dei Vinti — «Il Matese che non cresce: redditi, imprese e vincoli in quarant’anni di marginalizzazione», giugno 2026. ivinti.it
  • DEC/MIN/101 del 22 aprile 2025 — Perimetrazione e zonazione provvisorie del PNM. mase.gov.it
  • Corte dei Conti — Determinazione n. 13 del 13 febbraio 2025: controllo sulla gestione finanziaria dei 23 Enti Parco Nazionali (annualità 2023). corteconti.it
  • L. 6 dicembre 1991 n. 394 — Legge quadro sulle aree protette, art. 12 (Piano del Parco: iter e tempistica). normattiva.it
  • D.Lgs. 16 luglio 2020 n. 76, art. 55 — Misure di semplificazione dell’iter approvativo dei Piani del Parco.
Analisi pubblicata nel luglio 2026. I dati ISPRA fanno riferimento all’aggiornamento del 31 marzo 2026 per lo stato del PNM e all’agosto 2023 per le elaborazioni statistiche sul sistema dei parchi nazionali. La proiezione demografica è un’estrapolazione di trend certificati, non un modello previsionale con intervalli di confidenza calcolati.
Osservatorio dei Vinti — osservatoriodeivinti.it
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