Il Parco Appennino Lucano in cifre: economia, natura e governance in contenzioso
Quinta e ultima puntata del Tronco. Il Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese ha un ente operativo dal 2007 e un piano del parco depositato nel luglio 2021 — il cui iter VAS è ancora in corso a luglio 2026. Nel suo perimetro si trova il maggiore giacimento petrolifero onshore d’Europa occidentale. La presidenza dell’ente è stata oggetto di due pronunce del Consiglio di Stato in tredici mesi: la prima ha annullato la revoca del presidente eletto; la seconda ha annullato la nomina del suo sostituto. Al momento della pubblicazione di questo articolo la titolarità della presidenza è formalmente indeterminata. Il PNAL è il caso più instabile dei cinque: non per assenza di struttura istituzionale — questa esiste — ma perché quella struttura è stata sistematicamente disarticolata da interventi ministeriali dichiarati illegittimi in sede giurisdizionale.
Il Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese è l’unico parco nazionale italiano che contiene nel proprio perimetro un giacimento petrolifero industrialmente attivo. La concessione Val d’Agri, affidata a ENI, è operativa dal 1996 — undici anni prima che il D.P.R. 8 dicembre 2007 istituisse formalmente l’ente parco. La Val d’Agri ospita il Centro Oli di Viggiano e si stima che l’area rappresenti il più grande giacimento petrolifero onshore dell’Europa occidentale.
Questa preesistenza estrattiva condiziona strutturalmente la lettura dei tre movimenti che seguono. Nel Movimento A, la struttura economica di alcuni comuni del perimetro è distorta da una rendita petrolifera che non ha paralleli negli altri quattro parchi. Nel Movimento C, le dinamiche demografiche di Viggiano e Marsicovetere — comuni sede degli impianti principali — si muovono in controtendenza rispetto al pattern di spopolamento documentato per gli altri parchi appenninici. Questa distorsione non è un’anomalia statistica da correggere: è un elemento costitutivo del territorio che il PNAL deve governare, e che il suo piano — quando approvato — dovrà affrontare esplicitamente.
Questo pezzo è il quinto e ultimo del Tronco della miniserie. Segue la radice documentale e i pezzi sul PNM, sul PNALM, sulla Majella e sul Gran Sasso. I criteri metodologici della miniserie sono nella radice documentale; chi non ha letto gli altri pezzi troverà qui i riferimenti essenziali.
Il PNAL occupa una posizione anomala tra i cinque parchi. Non è al grado zero del PNM — ha un ente con sede, personale, bilancio, un corpus di progetti attivi e un piano del parco in iter. Non è neppure il caso di piena operatività del PNALM o del Gran Sasso. È qualcosa di diverso: un parco che ha costruito struttura sufficiente a produrre conflitti interni, a commissionare ricerche, ad avviare concorsi per il personale — e che poi ha visto quella macchina deliberatamente bloccata attraverso una sequenza di atti ministeriali che il Consiglio di Stato ha sistematicamente giudicato illegittimi.
Movimento A
Governance e struttura economica: un ente con struttura e senza vertice
Il perimetro
Il PNAL si estende su 68.996 ettari in un’unica regione — la Basilicata, provincia di Potenza — distribuiti su 29 comuni. È il quarto parco della miniserie per estensione, dopo il Gran Sasso (150.000 ha), il PNM (87.898 ha) e il PNALM (49.680 ha).
| Comune | Comune | Comune |
|---|---|---|
| Abriola | Anzi | Armento |
| Brienza | Calvello | Carbone |
| Castelsaraceno | Gallicchio | Grumento Nova |
| Lagonegro | Laurenzana | Lauria |
| Marsico Nuovo | Marsicovetere | Moliterno |
| Montemurro | Nemoli | Paterno |
| Pignola | Rivello | San Chirico Raparo |
| San Martino d’Agri | Sarconi | Sasso di Castalda |
| Satriano di Lucania | Spinoso | Tito |
| Tramutola | Viggiano |
Fonte: MASE, scheda ufficiale Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese — mase.gov.it/portale/parco-nazionale-dell-appennino-lucano-val-d-agri. Il PNAL è l’unico dei cinque parchi della miniserie interamente collocato in una sola regione.
Il dato della regione unica è rilevante per la comparazione: mentre il PNALM ha dovuto coordinare tre assemblee legislative regionali per approvare il proprio piano, e il Gran Sasso altrettante, il PNAL avrebbe — in teoria — il percorso istituzionale più semplice. Un solo interlocutore regionale, una sola procedura di approvazione. Eppure il piano depositato nel luglio 2021 è ancora in iter a luglio 2026. La semplificazione formale non ha prodotto semplificazione reale: il collo di bottiglia si è spostato sulla governance dell’ente stesso.
Il piano del parco: depositato nel 2021, ancora in iter
Iter del piano del parco PNAL — cronologia verificata
Fonte primaria: Regione Basilicata; ISPRA Repertorio 31/03/2026; atti dell’Ente Parco
La sequenza 2023–2026 non è una serie di episodi amministrativi isolati. È la manifestazione di tre elementi strutturali che la comparazione con gli altri parchi rende visibili.
Primo: l’art. 9 L. 394/1991 consente al Ministro di revocare il presidente dell’ente parco, ma non prevede un contraddittorio obbligatorio preventivo. Il Consiglio di Stato ha applicato i principi generali della L. 241/1990 per colmare questa lacuna, dichiarando illegittima la revoca di Priore proprio perché avvenuta senza interlocuzione. Il problema non è risolto: la norma non è stata modificata.
Secondo: il Ministero ha proceduto alla nomina di Tisci a presidente (agosto 2025) dopo che il CdS aveva già annullato la revoca di Priore (maggio 2025). La tesi ministeriale — che la sentenza sulla revoca non precluda una nuova nomina — è stata respinta dal CdS a giugno 2026. Questo intervallo di tredici mesi ha prodotto un presidente con D.M. nullo ab origine che ha firmato atti, avviato concorsi, gestito l’ordinario. La validità di quegli atti è ora incerta.
Terzo: il Consiglio Direttivo è stato sciolto nel 2024 senza essere ricostituito. Il PNAL è quindi un ente con struttura tecnica, personale, bilancio — ma senza organo collegiale di indirizzo da oltre un anno. Tra i cinque parchi della miniserie, è il solo caso in cui la destrutturazione della governance ha investito contemporaneamente sia la presidenza sia il Consiglio Direttivo.
La struttura economica: rendita petrolifera e territorio
Il PNAL non ha prodotto, nell’attesa dell’approvazione del piano, una Relazione sistematica della struttura economica del suo territorio paragonabile a quella disponibile per il PNALM o per il Gran Sasso. I dati che seguono provengono da fonti disaggregate e hanno una precisione inferiore rispetto agli altri pezzi del Tronco — il confronto sistematico sarà sviluppato nella Chioma.
La struttura economica del perimetro è attraversata da una variabile assente negli altri quattro parchi: la rendita petrolifera ENI. La concessione Val d’Agri produce effetti concentrati in pochi comuni — Viggiano, sede del Centro Oli, e Marsicovetere — attraverso occupazione diretta, royalties ai Comuni produttori e indotto di servizi, generando una distribuzione diseguale delle risorse all’interno del perimetro: comuni con presenza estrattiva mostrano una struttura economica radicalmente diversa da comuni confinanti con analoghe caratteristiche geografiche ma senza impianti. Nel 2016 ENI è stata coinvolta in un procedimento per presunto inquinamento del fiume Agri da idrocarburi — risolto con accordo transattivo — che ha posto in forma pubblica la domanda sulla compatibilità tra attività estrattive e obiettivi di conservazione del parco. È una domanda che il piano del parco, quando approvato, dovrà affrontare esplicitamente.
Movimento B
Il patrimonio naturalistico: un corridoio ecologico tra Pollino e Cilento
Il PNAL occupa una posizione geografica strategica nell’Appennino meridionale: si estende dalle vette del Monte Volturino fino al massiccio del Sirino-Papa, collocandosi come corridoio ecologico naturale tra il Parco Nazionale del Pollino a sud e il Parco Nazionale del Cilento a nord-ovest. Questa funzione di connettività non è un’astrazione: gli scambi genetici tra le popolazioni di grandi mammiferi — in primo luogo il lupo — che transitano lungo questa dorsale dipendono dalla continuità degli habitat che il PNAL presidia.
L’arco altitudinale è ampio: dai 300 metri della base della Murgia di Sant’Oronzo ai 2.005 metri del Monte Papa. Questa variabilità altimetrica, combinata con l’eterogeneità litologica e l’esposizione, genera una diversità di habitat che si traduce in una ricchezza faunistica e floristica documentata — anche se non ancora sistematizzata in un piano del parco approvato.
La rete Natura 2000 nel perimetro
Il perimetro del PNAL comprende due Zone di Protezione Speciale (ZPS) e undici Zone Speciali di Conservazione (ZSC), per un totale di tredici siti Natura 2000 sovrapposti o adiacenti al perimetro del parco.
| Tipologia | Denominazione |
|---|---|
| ZPS | Appennino Lucano, Valle Agri, Monte Sirino, Monte Raparo |
| ZPS | Appennino Lucano, Monte Volturino |
| ZSC | Serra di Calvello |
| ZSC | Monte Sirino |
| ZSC | Monte Raparo |
| ZSC | Monte della Madonna di Viggiano |
| ZSC | Monte Caldarosa |
| ZSC | Monte Volturino |
| ZSC | Abetina di Laurenzana |
| ZSC | Bosco di Rifreddo |
| ZSC | Faggeta di Moliterno |
| ZSC | Faggeta di Monte Pierfaone |
| ZSC | Lago Pertusillo |
Fonte: sito istituzionale Ente Parco, sezione Rete Natura 2000 Basilicata — parcoappenninolucano.it/pagina.php?id=108. I Piani di Gestione dei siti ZSC sono stati redatti dall’ente nell’ambito dei finanziamenti per la gestione della rete Natura 2000 nei parchi nazionali.
La flora
La variabilità altimetrica del PNAL genera una stratificazione vegetazionale che passa dalla macchia mediterranea a bassa quota — con leccio, lentisco, terebinto, fillirea, ginestre e cisti nelle zone più aride — attraverso le foreste di cerro e roverella della fascia collinare, fino alle faggete montane tra i 1.000 e i 1.800 metri, dove si concentra la maggiore densità di valenza naturalistica.
Le faggete del PNAL hanno caratteristiche fitogeografiche documentate di interesse. Quelle dei Monti Maruggio, Arioso e Pierfaone sono ascrivibili all’associazione Aceri Lobelii-Fagetum, con la presenza di specie nobili come l’Acero di Lobel (Acer lobelii) e l’Acero d’Ungheria (Acer obtusatum). La Faggeta di Moliterno, ai confini con la Campania, è inquadrabile nell’associazione Aquifolio-Fagetum e ospita una ricca copertura erbacea con orchidee spontanee documentate: Orchis simia, Ophrys apifera, Ophrys lucana — quest’ultima specie endemica dell’area appenninica meridionale — e Ophrys sphegodes.
Il sito ZSC Abetina di Laurenzana è un caso di particolare interesse fitogeografico: una fustaia di Abete bianco (Abies alba) con esemplari che raggiungono i 40 metri, in un’associazione Abete bianco-Faggio con caratteristiche più termofile ed eliofile rispetto ai boschi equivalenti dell’Appennino centro-settentrionale. La presenza dell’Agrifoglio, del Biancospino, del Sigillo di Salomone e del Ciclamino nella copertura erbacea documenta la specificità dell’associazione. Nelle praterie di quota degli stessi massicci sono stati documentati endemismi significativi: Hippocrepis glauca, esclusiva del Monte Volturino, e Achillea lucana, il millefoglio lucano, presente sulle aree rupicole di Serra di Monteforte. I massicci del Monte Sirino-Papa ospitano endemismi floristici di stretta distribuzione: Vicia sirinica e Astragalus sirinicus, entrambi confinati a quest’area.
La fauna
Il PNAL ospita le specie caratteristiche dell’Appennino meridionale, con una diversità faunistica che riflette la funzione di corridoio ecologico del territorio. Il lupo (Canis lupus) è il predatore apicale documentato, con il cinghiale tra le prede preferite — una dinamica analoga a quella osservata nel PNM, con la differenza che nel PNAL esiste un ente con personale in grado di monitorarla e, se necessario, gestirla. La lontra (Lutra lutra) è presente lungo i corsi d’acqua e nel Lago del Pertusillo, dove si alimenta dell’ittiofauna — gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), cavedano, trota — che costituisce anche un indicatore della qualità delle acque.
L’avifauna documenta la posizione di corridoio del parco: la Cicogna nera (Ciconia nigra) è specie nidificante; il Capovaccaio (Neophron percnopterus), uno dei rapaci più minacciati d’Europa, ha presenze documentate come nidificante nel territorio. Negli ambienti d’alta quota sono stati segnalati individui erratici di Aquila reale (Aquila chrysaetos) e la presenza stabile del Falco pellegrino (Falco peregrinus) e del Gufo reale (Bubo bubo) nei boschi vetusti. Il Nibbio reale (Milvus milvus) — specie di Allegato I della Direttiva Uccelli, con stato di conservazione sfavorevole a scala europea — è particolarmente abbondante nelle zone collinari.
Tra gli invertebrati, è documentata la presenza della Rosalia alpina (Coleottero Cerambicide, All. II Dir. Habitat, prioritaria) nelle foreste mature lungo la dorsale montana — lo stesso taxon prioritario presente nel PNM e nel PNALM, e che per questo motivo genera obblighi di conservazione specifici per tutti e tre gli enti parco.
Movimento C
La demografia: spopolamento strutturale e distorsione petrolifera
I 29 comuni del PNAL appartengono a un territorio che la Basilicata condivide con il resto dell’Appennino meridionale: spopolamento strutturale di lungo periodo, accelerazione nei decenni postbellici, stabilizzazione parziale nelle aree con presenza di servizi o attività economiche specifiche. Il calo demografico registrato in provincia di Potenza nel decennio 2001–2011 è stato del 4%, più marcato di quello provinciale di Matera (–2%) e superiore alla media regionale (–3,1%). I comuni del PNAL appartengono prevalentemente alla fascia demografica più fragile: piccoli centri sotto i 5.000 abitanti, con dinamica naturale negativa strutturale.
Questa lettura aggregata richiede però un’avvertenza che vale solo per il PNAL tra i cinque parchi della miniserie: due comuni del perimetro — Viggiano e Marsicovetere (Villa d’Agri) — mostrano dinamiche demografiche in controtendenza rispetto al resto. Nel periodo 2012–2017, Marsicovetere ha registrato un saldo medio annuo positivo e Viggiano è cresciuta di oltre un punto percentuale all’anno. La causa è identificabile: entrambi i comuni ospitano impianti della concessione petrolifera Val d’Agri, generando occupazione diretta e indotto che non esiste nei comuni confinanti con analoghe caratteristiche geografiche. Questa distorsione da rendita estrattiva rende il dato demografico aggregato del perimetro PNAL scarsamente comparabile con i dati degli altri quattro parchi — ed è per questo che è stata dichiarata in premessa come elemento di lettura strutturale.
| Indicatore | Dato | Contesto |
|---|---|---|
| Variazione demografica decennale 2001–2011, prov. Potenza | –4% | Peggiore tra le province lucane; superiore alla media regionale (–3,1%) |
| Comuni lucani con calo di popolazione 2001–2011 | 113 su 131 | Il fenomeno è quasi universale; le eccezioni sono capoluoghi e comuni estrattivi |
| Marsicovetere (Villa d’Agri) — saldo medio annuo 2012–2017 | +0,41% | In controtendenza — comune sede di impianti ENI |
| Viggiano — crescita 2012–2017 | >+1% annuo | In controtendenza — sede del Centro Oli Val d’Agri |
| Comuni con spopolamento estremo (–60% dal 1971) | Carbone (–70,9%), Armento (–62,4%), Calvera (–62,1%) | Tre di questi sono nel perimetro o nell’area limitrofa al PNAL |
Fonti: Analisi demografica Regione Basilicata (mitigoinbasilicata.it, elaborazione ISTAT); PO Val d’Agri, Regione Basilicata — Profilo Demografico (povaldagri.regione.basilicata.it); tuttitalia.it su dati ISTAT. I dati 2012–2017 per Marsicovetere e Viggiano provengono da fonte giornalistica verificata (La Gazzetta della Val d’Agri, giugno 2019, su elaborazione ISTAT/Urbistat).
La serie demografica del PNAL racconta dunque due storie sovrapposte. La prima è quella comune agli altri parchi appenninici: spopolamento strutturale dei centri minori, invecchiamento della popolazione, saldo naturale negativo. La seconda è quella specifica di questo territorio: la rendita petrolifera produce un effetto di concentrazione demografica localizzata in pochi comuni, mascherando la fragilità del resto del perimetro. Quando — e se — l’attività estrattiva diminuirà, quei comuni torneranno verosimilmente nel pattern recessivo del resto della provincia.
Sintesi
Quello che il PNAL dice — e quello che ancora non può dire
Il PNAL è il caso che chiude il Tronco con il quadro più contraddittorio. Non è il parco meno strutturato della miniserie: ha un ente operativo, una sede, personale, un corpus di Piani di Gestione dei siti Natura 2000, un piano del parco in iter. Ha una rete Natura 2000 articolata in tredici siti che coprono habitat di valore eccezionale — dalle faggete con endemismi a distribuzione ristretta alle foreste mature con Rosalia alpina, dal corridoio ecologico per il lupo al Lago del Pertusillo con la lontra. Ha la funzione di connettività ecologica tra Pollino e Cilento che nessun altro strumento potrebbe assolvere.
Ha anche, nel perimetro, un giacimento petrolifero che produce royalties, occupazione e inquinamento documentato — una variabile che nessuno degli altri quattro parchi della miniserie deve gestire. E ha, nella governance, una sequenza di atti ministeriali dichiarati illegittimi in sede giurisdizionale che ha lasciato l’ente, a luglio 2026, con una presidenza formalmente indeterminata e un Consiglio Direttivo assente da oltre un anno.
Il confronto con gli altri parchi del Tronco produce una lettura precisa. Il PNM non ha ancora iniziato: non c’è ente, non c’è iter del piano, non c’è vertice istituzionale riconosciuto. Il PNAL ha iniziato, ha costruito struttura, ha avviato il piano — e poi ha subito una destrutturazione della governance che la L. 394/1991, come nel caso del PNM, non ha predisposto alcun rimedio automatico per impedire o riparare. Il Consiglio di Stato ha riparato i casi individuali. La struttura normativa che li ha resi possibili rimane intatta.
La Chioma della miniserie prenderà questo materiale — economia, natura, demografia dei cinque parchi — e lo analizzerà in forma comparativa sistematica. Il PNAL porta nella comparazione una variabile che distorce ogni lettura aggregata: il petrolio. E porta una domanda che nessun altro parco della miniserie pone con questa nitidezza: cosa succede a un’istituzione ambientale quando il conflitto sulla sua governance non riguarda le risorse naturali che dovrebbe proteggere, ma il potere di nomina dei suoi vertici?
Fonti primarie e note sulle verifiche
- MASE, scheda ufficiale Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese — mase.gov.it/portale/parco-nazionale-dell-appennino-lucano-val-d-agri (consultata 18/7/2026; ultimo aggiornamento dichiarato dalla pagina: 17/10/2023).
- D.P.R. 8 dicembre 2007 (GU n. 55 del 05/03/2008) — istituzione Ente Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.
- ISPRA, Repertorio dello stato di attuazione del sistema delle aree protette, aggiornamento 31/03/2026 — isprambiente.gov.it.
- Regione Basilicata, deposito Piano del Parco Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, luglio 2021 — regione.basilicata.it (pagina verificata; quadro conoscitivo in formato .rar non estratto direttamente per questo articolo).
- Ente Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, sezioni Fauna e Flora — parcoappenninolucano.it/pagina.php?id=14 e id=16 (consultate 18/7/2026).
- Ente Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, sezione Rete Natura 2000 Basilicata — parcoappenninolucano.it/pagina.php?id=108.
- Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza 28 maggio 2025 — annullamento revoca Priore. Citata da Basilicata24 (29/05/2025) e Il Quotidiano del Sud (30/05/2025) verificati; testo integrale non accessibile via fetch (giustizia-amministrativa.it blocca accesso automatizzato).
- Consiglio di Stato, giugno 2026 — annullamento D.M. 228/2025 (nomina Tisci). Citato da SassiLive (19/06/2026), Basilicata Notizie (20/06/2026), Radio Senise Centrale (19/06/2026) verificati.
- D.M. MASE n. 228/2025, agosto 2025 — nomina Tisci a presidente. Parere favorevole Commissione VIII Ambiente Camera del 2/7/2025 (Nomina n. 92) — camera.it/leg19/1374 (consultata 18/7/2026).
- Camera dei Deputati, VIII Commissione Ambiente, audizione Giuseppe Priore per proposta di nomina a presidente del PNAL, 9 giugno 2026 — comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/18-20275 (accesso bloccato da Cloudflare; dato verificato da fonte stampa: SassiLive, Basilicata Notizie).
- PO Val d’Agri, Regione Basilicata — Profilo Demografico — povaldagri.regione.basilicata.it/index.php/il-programma/il-comprensorio/profilo-demografico.
- Analisi delle tendenze di ordine sociale e demografico nella Regione Basilicata — mitigoinbasilicata.it (elaborazione ISTAT, 2023).
- La Gazzetta della Val d’Agri, «Ma come sta davvero la Val d’Agri?», giugno 2019 — dati Urbistat/ISTAT su Marsicovetere e Viggiano. Fonte secondaria verificata.
- Rete Ecologica Basilicata, Piano di Gestione ATO 8, retecologicabasilicata.it — descrizione ecosistemi PNAL come corridoio tra Pollino e Cilento.
Note sulle scelte editoriali adottate: (1) La vicenda governance 2023–2026 è documentata nella misura necessaria al quadro comparativo della miniserie, senza approfondimento autonomo del contenzioso giuridico — che meriterebbe un articolo dedicato. (2) La premessa sul petrolio è collocata in testa all’articolo e non inline nel Movimento A o C, per permettere al lettore di leggere tutti e tre i movimenti con la consapevolezza necessaria. (3) I gap dichiarati sono più numerosi che negli altri pezzi del Tronco, per ragione strutturale: l’assenza di una Relazione del Piano approvata lascia lacune sistematiche nei dati economici e demografici che non è possibile colmare con le fonti disaggregate disponibili. (4) Il dato sulla presidenza formalmente indeterminata è fotografato al 18 luglio 2026 — data di chiusura dell’articolo. Aggiornamenti successivi saranno segnalati con una nota di correzione datata secondo il protocollo editoriale di ivinti.it.
ivinti.it — Osservatorio dei Vinti · luglio 2026