Il PNALM in cifre: economia, natura e popolazione nel parco più antico d’Italia
Analisi · I magnifici cinque — Tronco, pezzo 2

Seconda puntata del Tronco — il termine di confronto più antico e, dal marzo 2025, il parco che ha impiegato più tempo per approvare il proprio piano: 102 anni dall’istituzione, 15 dall’avvio dell’iter formale. Tre movimenti paralleli al pezzo sul PNM: economia e governance, patrimonio naturalistico, demografia. Più un quarto elemento che il PNM non può ancora avere: la documentazione di ciò che un ente operativo produce nel tempo.

Analisi I magnifici cinque luglio 2026  ·  Osservatorio dei Vinti
Nota metodologica — fonti e simmetria con il pezzo sul PNM Questo articolo utilizza come fonte primaria la Relazione del Piano del Parco PNALM (2022, approvato triregionalmente nel 2025), scaricata direttamente dal sito della Regione Lazio, e la relativa VAS — Sintesi Non Tecnica. I dati demografici ed economici provengono dalle tabelle 5-1, 5-2, 5-3, 5-4, 5-5 della Relazione, elaborazione ISTAT. I dati sul monitoraggio faunistico (orso, camoscio) provengono dai comunicati ufficiali del PNALM e dalle note ISPRA. Per mantenere la simmetria sinottica con il pezzo sul PNM, la struttura in tre movimenti è identica. I gap dichiarati inline segnalano dove la comparazione diretta non è ancora possibile per asimmetria delle fonti disponibili. Nota su Pescosolido e Villalago: Pescosolido è formalmente nel perimetro del PNALM; la sua assenza dall’elenco storico MASE riflette un ritardo di aggiornamento del database ministeriale, non una variazione del perimetro — è incluso tra i comuni laziali del parco in questo articolo. Villalago non rientra nel perimetro del Parco Nazionale (ha una propria Riserva Regionale sul Lago di San Domenico e Lago Pio), ma l’ente parco lo include nelle proprie elaborazioni socioeconomiche per continuità storica delle analisi territoriali — i suoi dati compaiono nelle tabelle della Relazione del Piano e sono riportati come tali nelle aggregazioni, con questa avvertenza.

Questo pezzo è il secondo del Tronco della miniserie. Segue la radice documentale e il pezzo sul PNM. Chi non ha letto entrambi troverà qui i riferimenti essenziali, ma la struttura argomentativa complessiva — inclusi i criteri metodologici e l’ipotesi di amenity migration — è là.

Il PNALM è l’opposto del PNM su quasi tutti gli assi istituzionali. Istituito nel 1923 — primo parco nazionale d’Italia — ha un ente parco operativo, una sede a Pescasseroli, un bilancio, un direttore, un corpo di guardie, rapporti annuali di monitoraggio, una Carta Europea per il Turismo Sostenibile attiva, un marchio di qualità per i prodotti locali. Ha, dal marzo 2025, un piano del parco approvato da tutte e tre le regioni interessate — completando un iter avviato formalmente nel 2010 e che ha radici nell’istituzione del 1923: 102 anni per arrivare allo strumento che la L. 394/1991 prevedeva come condizione ordinaria di gestione.

Il confronto con il PNM non è tra un parco riuscito e uno fallito. È tra due stadi diversi dello stesso processo istituzionale — e, soprattutto, tra due situazioni in cui la stessa fauna, gli stessi corridoi ecologici, gli stessi pastori si trovano a operare con strumenti di governo radicalmente asimmetrici.


Movimento A

Governance e struttura economica: cosa cambia con un ente operativo

Il perimetro

Il PNALM si estende su 49.680 ettari — poco più della metà del PNM (87.898 ettari) — distribuiti su 25 comuni in tre regioni: 12 in Abruzzo (provincia dell’Aquila), 8 nel Lazio (provincia di Frosinone), 5 in Molise (provincia di Isernia).

RegioneComuniProvincia
Abruzzo (12) Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce dei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea L’Aquila
Lazio (8) Alvito, Campoli Appennino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda Frosinone
Molise (5) Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta a Volturno, Scapoli Isernia

Fonte: MASE, elenco ufficiale aree protette. Villalago compare nelle tabelle demografiche della Relazione del Piano ma non nell’elenco MASE (si veda la nota metodologica per i dettagli dell’integrazione statistica).

Tre regioni significano tre corpi normativi regionali diversi, tre processi di approvazione del piano separati, tre apparati di controllo del territorio con competenze parzialmente sovrapposte. È la stessa asimmetria biregionale che abbiamo documentato per il PNM — ma portata a tre, e con un ente parco che da oltre trent’anni deve navigarla quotidianamente.

L’iter del piano: 102 anni e 15 anni

Il PNALM è stato istituito con R.D.L. dell’11 gennaio 1923. Non aveva un piano del parco fino al marzo 2025. Tra questi due estremi, la storia del piano è quella di un procedimento che ha impiegato quindici anni dalla prima proposta formale per completare il ciclo triregionale.

Iter approvazione piano PNALM — cronologia verificata

Fonte primaria: VAS-SNT, Relazione del Piano, delibere regionali

1923
Istituzione — R.D.L. 11 gennaio 1923. Primo parco nazionale d’Italia.
1993
Adeguamento alla L. 394/1991 (D.C.M. 26 novembre 1993). Ente parco formalmente costituito nel quadro della nuova legge quadro.
2000
D.P.R. 24 gennaio 2000 — ampliamento del perimetro con inclusione di territori laziali e molisani. Nasce la configurazione triregionale attuale.
2010
Prima proposta di piano: delibera del Consiglio Direttivo n. 19/2010, trasmessa alle regioni con nota n. 1647 del 15 marzo 2011. Avvio della fase di interlocuzione interregionale.
2017–2022
Apertura procedimento VAS dopo lunga fase di interlocuzione. Raccolta osservazioni. Approvazione Comunità del Parco (unanimità). Adozione del CD con delibera febbraio 2023.
2024
Lazio: DGR 1137/2024 — prima regione ad approvare.
Febbraio 2025
Abruzzo: DCR 17/1 del 4 febbraio 2025 — approvazione all’unanimità. Nota: allevatori delle tre regioni hanno presentato opposizione formale, contestando l’assenza di tutela per domini collettivi e usi civici.
Marzo 2025
Molise: DCR 17 dell’11 marzo 2025. Piano in vigore. Il PNALM completa il ciclo triregionale: 102 anni dall’istituzione, 15 anni dall’avvio dell’iter formale. Tra i cinque parchi della miniserie, è il caso con il percorso più lungo verso l’approvazione del piano — non l’unico ad averlo: il Gran Sasso lo ha dal 2020.

Iter verificato su: VAS-SNT (Regione Lazio), comunicati PNALM, DCR Abruzzo e Molise, stampa locale verificata. Il direttore del PNALM Luciano Sammarone, all’atto dell’approvazione abruzzese, ha dichiarato: «Il piano del parco è lo strumento attraverso cui si governa il territorio, dal punto di vista della tutela e della conservazione ma anche dello sviluppo. All’approvazione del Piano seguirà quella del piano di sviluppo socioeconomico, attraverso cui si stabilirà la destinazione delle risorse e degli incentivi.»

Il nodo degli usi civici — conflitto non risolto In febbraio 2025, prima dell’approvazione abruzzese, allevatori delle tre regioni hanno depositato un’opposizione formale al piano, contestando l’assenza di qualsiasi riferimento ai diritti sui domini collettivi e agli usi civici — che nei comuni del PNALM rappresentano quote significative della superficie pascoliva. La critica tecnica sollevata è che il piano, a differenza di quello della Majella e del Gran Sasso, ignori completamente questa categoria di diritti. Il piano è stato approvato ugualmente. Il conflitto tra la zonazione del parco e i diritti collettivi preesistenti non è stato risolto: è stato posticipato. Questo è un elemento di cui il pezzo del PNM non può ancora avere analogo — non perché il PNM non abbia usi civici nel suo territorio, ma perché non ha ancora un piano che possa generare questo tipo di conflitto. Gap dichiarato A.1: la documentazione completa dell’opposizione degli allevatori non è stata letta direttamente — il dato proviene da fonti stampa verificate (Agenparl, febbraio 2025). Il testo integrale dell’opposizione formale non è attualmente consultabile nei database pubblici; i dettagli qui riportati derivano dalle agenzie di stampa verificate e saranno approfonditi laddove emergano nuovi atti formali accessibili.

La struttura economica nel 2019

I dati che seguono provengono dalla Tabella 5-4 della Relazione del Piano (ISTAT 2019). Il confronto con il PNM è reso difficile dall’asimmetria delle fonti: per il PNM abbiamo lo studio ISPRA 2018 con dati naturalistici e dati ISTAT/PSNAI per la demografia, ma non un’analisi del tessuto imprenditoriale comparabile a quella contenuta nella Relazione PNALM. Questo gap sarà dichiarato esplicitamente nella Chioma.

Struttura produttiva — comuni PNALM (2019)

Fonte: Relazione del Piano del Parco PNALM, Tab. 5-4, elaborazione ISTAT

Settore ATECOUnità locali% ULAddetti% addetti
Costruzioni20213,537613,9
Commercio (ingrosso + dettaglio)39326,255820,6
Trasporto e magazzinaggio553,71053,9
Alloggio e ristorazione29519,773327,1
Attività professionali, scientifiche, tecniche18112,11876,9
Attività manifatturiere1057,034012,5
Sanità e assistenza sociale845,61214,5
Altre attività (aggregato)18412,228911,0

Il settore commercio + alloggio/ristorazione rappresenta il 47% delle unità locali e il 48% degli addetti. Le costruzioni (70% in ristrutturazione e impiantistica) assorbono il 14% degli addetti. Il manifatturiero è prevalentemente alimentare (37%) e lavorazione del legno (17%).

Il dato più significativo per il confronto con il PNM non è la distribuzione settoriale in sé, ma la sua esistenza come dato: la Relazione del Piano PNALM contiene un’analisi sistematica della struttura produttiva che l’ente parco ha potuto commissionare, raccogliere e integrare nella pianificazione. Il PNM non ha prodotto nulla di equivalente — non per trascuratezza, ma perché l’ente che lo committerebbe non esiste.

L’offerta turistica: concentrazione e stagionalità

Strutture ricettive e posti letto — PNALM (2019–2020)

Fonte: Relazione del Piano del Parco PNALM, Tab. 5-5, elaborazione ISTAT

197
esercizi ricettivi totali (2019)
6.371
posti letto totali (2019)
6.664
posti letto totali (2020, +4,6%)
TipologiaEsercizi 2019Posti letto 2019Posti letto 2020
Alberghi (totale)723.3563.372
  — di cui 3 stelle432.1032.103
  — di cui 4 stelle10730730
Extra-alberghiero (totale)1253.0153.292
  — Campeggi e villaggi71.7872.037
  — Agriturismi18226232
  — B&B61416437
Concentrazione geografica: il versante abruzzese ospita il 75% delle strutture e il 90% dei posti letto. Pescasseroli da sola conta il 25% delle strutture e il 32% dei posti letto. I quattro comuni principali (Pescasseroli, Opi, Scanno, Barrea) offrono il 67% dei posti letto totali del parco. I comuni laziali e molisani restano strutturalmente marginali nell’offerta turistica.

La concentrazione dell’offerta ricettiva è rilevante per l’ipotesi di amenity migration. Se il beneficio economico del parco si concentra in quattro comuni abruzzesi, la domanda è se questo si traduca in recupero demografico specificamente in quei comuni — e se il modello sia replicabile nel contesto molisano e laziale del parco, che strutturalmente assomiglia molto di più ai territori del PNM.

Gap dichiarato A.2 — dati sull’origine del capitale investito nelle strutture ricettive: la Relazione del Piano non fornisce informazioni sulla residenza dei titolari delle strutture. Per verificare se la crescita dell’offerta ricettiva corrisponda a imprenditoria locale o a capitale esterno acquisito nella fase di degrado dei prezzi immobiliari, sarebbe necessaria un’analisi campionaria sul Registro Imprese camerale (province di L’Aquila, Frosinone, Isernia). Questa analisi sarà condotta nella Chioma come elemento comparativo con i territori del PNM.


Movimento B

Il patrimonio naturalistico: cosa cambia quando l’ente esiste

La differenza più immediata tra il PNALM e il PNM sul lato naturalistico non è la ricchezza biodiversa — entrambi i territori hanno patrimoni eccezionali — ma la differenza tra un patrimonio monitorato e uno documentato una sola volta. Il PNM ha lo studio ISPRA 2018 che descrive cosa c’era al momento dell’istituzione. Il PNALM produce rapporti annuali di monitoraggio, ha una Carta della Natura, gestisce programmi di reintroduzione, regola l’accesso ai sentieri in funzione della presenza di nidi e aree di svernamento dell’orso. La differenza non è solo quantitativa — è di tipo: il PNALM conosce in tempo reale lo stato delle sue popolazioni; il PNM non lo sa e non ha il soggetto che lo potrebbe sapere.

L’orso marsicano: nucleo sorgente e confini che l’orso non conosce

Il pezzo sul PNM si è chiuso con questa frase: il prossimo pezzo è il territorio «da cui l’orso esce verso il Matese lungo i corridoi che sul Matese nessuno sta gestendo». Il PNALM è quel territorio. Il monitoraggio 2025 del PNALM documenta 16 cuccioli nati da 7 femmine, confermando il dato del 2024. Ma il dato più rilevante per la miniserie è un altro.

«Proteggere l’orso marsicano non significa occuparsi solo di ciò che accade dentro un’area protetta. Significa soprattutto lavorare su un territorio più vasto, fatto di boschi, strade, aree agricole, corridoi ecologici, centri abitati e comportamenti umani. Il monitoraggio non può fermarsi ai confini amministrativi.» PNALM — comunicato ufficiale monitoraggio orso 2025, luglio 2026

Il comunicato descrive il caso di Bambina (F21), una femmina osservata con tre cuccioli che ha percorso un areale documentato dall’Alto Sangro alla Marsica, spingendosi «ben oltre i confini del Parco, dall’Alto Molise alla Maiella orientale». Il Matese fa parte di questo areale di dispersione. L’orso marsicano si muove tra un parco che lo monitora, lo conta e lo gestisce, e un territorio contiguo dove non esiste un soggetto con poteri equivalenti.

Orso marsicano — dati di monitoraggio PNALM

Fonte: comunicati ufficiali PNALM 2024–2026; ISPRA nota maggio 2025

Stima popolazione (2014, ultima formale)

45–69

Università La Sapienza + PNALM

Stima attuale orientativa

50–60

Fonti multiple concordanti, dato non formale

Femmine con cuccioli 2025

7

Confermato: stesso dato del 2024

Cuccioli nati 2025

16

Di cui Nina, rientrata dopo captivazione

Tasso sopravvivenza al primo anno

~50%

7 su 12 cuccioli 2024 confermati nel 2025

Individui identificati fuori dal parco (2021, genetico)

45

Quasi raddoppio areale femmine vs 2014

Progetto PNRR DigitAP (MASE): nel 2025 è stato avviato il primo censimento genetico sistematico dell’orso marsicano sia all’interno che all’esterno dell’areale storico, coordinato e standardizzato. I dati sono in fase di elaborazione. Sarà la prima stima formale della popolazione dal 2014 e includerà, per la prima volta in modo sistematico, le aree di dispersione esterna — tra cui i corridoi verso il Matese.

Lo stato di conservazione dell’orso marsicano nell’ultimo Report Art. 17 della Direttiva Habitat è non favorevole/cattivo — la categoria più grave. La specie è classificata CR (Pericolo Critico) nella Lista Rossa IUCN. Con 50–60 individui in tutto l’Appennino, ogni morte è una perdita significativa: nel solo 2025, ISPRA ha documentato tre decessi e una captivazione prima del completamento della stagione di monitoraggio.

Il camoscio appenninico: il nucleo originale e le reintroduzioni

Il PNALM ospita il nucleo originale di camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) — la popolazione da cui, a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000, sono stati prelevati gli individui per le reintroduzioni sulla Maiella, il Gran Sasso, i Sibillini e il Sirente-Velino. Il parco effettua monitoraggi annuali con conta in estate e autunno per settori. La popolazione del PNALM è attualmente stabile, secondo il comunicato più recente disponibile sul sito del parco.

La popolazione appenninica complessiva, che include tutti i nuclei reintrodotti, conta circa 3.500 individui — ma la specie non è ancora uscita dal rischio di estinzione e continua a essere protetta da normative nazionali ed europee. Il nucleo del PNALM rimane quello di riferimento per la conservazione dell’intera metapopolazione appenninica.

Nel pezzo sul PNM abbiamo documentato la presenza del camoscio in dispersione sul Matese, in stato di conservazione non favorevole/inadeguato, senza monitoraggio attivo. I due dati — popolazine stabile al PNALM, dispersione non monitorata al Matese — sono la stessa storia letta da sponde diverse.

Carta della Natura e monitoraggio sistematico

Il PNALM dispone di una Carta dei Tipi di Habitat di Interesse Comunitario prodotta nel 2022 dall’Università della Tuscia (Filibeck et al., 2022, ISBN 978-88-903361-5-7) — uno strumento cartografico dettagliato della copertura vegetazionale e degli habitat prioritari, prodotto in collaborazione con l’ente parco. È esattamente il tipo di strumento che nel pezzo sul PNM abbiamo indicato come Gap dichiarato B.1 — assente per il Matese perché il soggetto che avrebbe dovuto commissionarlo non esiste.

La Relazione del Piano contiene inoltre dati sulla qualità delle acque superficiali (Sangro, lago di Barrea), sullo stato di conservazione delle specie ittiche, sui programmi di gestione degli ungulati. Il cinghiale è citato esplicitamente come fattore di pressione sugli ecosistemi — lo stesso dato che nel PNM abbiamo segnalato come Gap dichiarato B.2, con l’osservazione diretta dell’Osservatorio come unica fonte disponibile. Al PNALM il problema esiste e viene gestito; al PNM esiste e non viene gestito.

Gap dichiarato B.1: il confronto diretto tra i formulari Natura 2000 del PNALM e quelli del PNM, necessario per una comparazione sistematica degli habitat e delle specie tra i due parchi, non è stato completato per questo articolo. Il PNALM ha 6 siti ZSC/ZPS nel perimetro; il PNM ha i siti Natura 2000 che preesistevano all’istituzione del parco ma non una gestione integrata degli stessi. Il confronto sarà sviluppato nella Chioma.


Movimento C

La serie demografica: spopolamento con ente e senza ente

I dati che seguono provengono dalla Tabella 5-2 della Relazione del Piano PNALM (elaborazione ISTAT), con serie 2001–2019. Il riferimento al 2019, anziché al 2021, è determinato dalla fonte — la Relazione è stata redatta nel 2022 su dati disponibili al momento della stesura. Dove disponibili, integreremo con dati censuari 2021.

Dinamica demografica — comuni PNALM (2001–2019)

Fonte: Relazione del Piano PNALM, Tab. 5-1, 5-2, 5-3, elaborazione ISTAT

25.233
abitanti residenti (2019)
−12,5%
variazione 2001–2019
359
anziani ogni 100 giovani (2019)
ComuneVariazione 2001–2011 (%)Variazione 2011–2019 (%)Tendenza
Alfedena+6,9+17,9↑ unico in crescita sostenuta
Rocchetta a Volturno–4,5+3,6→ sostanziale stabilità
Civitella Alfedena+7,1–5,7↓ inversione
Pescasseroli+4,8–4,1↓ inversione
Villetta Barrea+10,0–5,2↓ inversione
Picinisco+4,6–8,8↓ inversione accentuata
Bisegna–25,1–18,7↓ declino strutturale
Opi–6,7–8,6↓ declino continuo
Scanno–9,0–9,0↓ declino stabile
TOTALE PARCO: –5,1% (2001–2011) → –7,9% (2011–2019). Il calo si accelera nel secondo decennio.
Indicatori strutturali: l’indice di vecchiaia passa da 235 anziani ogni 100 giovani nel 2001 a 275 nel 2011 a 359 nel 2019 — crescita del 53% in vent’anni. L’indice di ricambio della popolazione attiva (rapporto tra chi sta per andare in pensione e chi sta per entrare nel mondo del lavoro) passa da 100 nel 2001 a 128 nel 2011 a 149 nel 2019. Due indicatori che convergono: il territorio si svuota e invecchia, a prescindere dall’esistenza dell’ente parco.

Il dato demografico del PNALM è, per la miniserie, il più importante dei tre movimenti. Non perché i numeri siano più gravi di quelli del PNM — la struttura del declino è simile — ma perché il PNALM permette di rispondere a una domanda che il PNM non permette ancora di porre: un ente parco operativo da oltre trent’anni, con una propria capacità di promozione e gestione del territorio, ha prodotto un’inversione demografica, o almeno una attenuazione del declino?

La risposta, leggendo i dati 2001–2019, è sostanzialmente negativa. Il territorio del PNALM ha perso il 12,5% della popolazione in vent’anni. Il calo si è accelerato nel secondo decennio (–5,1% nel 2001–2011; –7,9% nel 2011–2019). I comuni che avevano registrato crescita nel primo decennio — Pescasseroli, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Picinisco — sono tornati in calo nel secondo. L’unica eccezione significativa è Alfedena (+17,9% nel 2011–2019), che richiede un’indagine specifica per capire cosa la distingue dagli altri.

Questo non significa che il parco non abbia effetti positivi sul territorio. Significa che quegli effetti, se esistono, non sono visibili nella serie demografica aggregata — e che la letteratura scientifica (Romano 1995; studio ScienceDirect 2024 su 8 parchi nazionali italiani) è coerente con questa conclusione: i parchi nazionali italiani non hanno invertito lo spopolamento, e gli effetti socioeconomici positivi documentati si concentrano prevalentemente nel Nord.

Gap dichiarato C.1 — saldo migratorio disaggregato La serie demografica 2001–2019 misura la variazione della popolazione residente totale, che è la somma algebrica di due componenti distinte: il saldo naturale (nascite meno morti) e il saldo migratorio (iscrizioni meno cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza). Nei comuni montani dell’Appennino, la componente naturale è strutturalmente negativa per effetto dell’invecchiamento della popolazione; la componente migratoria può muoversi in direzione diversa. La decomposizione per i 25 comuni del PNALM — estraibile dalle serie anagrafiche ISTAT annuali — non è stata completata per questo articolo e sarà sviluppata nella Chioma come elemento comparativo sistematico tra i cinque parchi, dove il confronto tra flussi in ingresso e in uscita acquista significato analitico pieno solo in relazione alle dinamiche degli altri parchi.

Il caso di Alfedena richiede una lettura geografica prima che demografica. Il comune dista meno di 3 km da Castel di Sangro, polo economico, commerciale, scolastico e sanitario dell’Alto Sangro, con ospedale di riferimento e — dal 2019 — centro di allenamento invernale dell’AS Roma. La crescita demografica di Alfedena (+6,9% nel 2001–2011, +17,9% nel 2011–2019) ha con ogni probabilità le radici in un fenomeno di suburbanizzazione di prossimità: famiglie che lavorano o fruiscono dei servizi di Castel di Sangro scelgono di risiedere ad Alfedena per ragioni di accessibilità del mercato immobiliare. È un effetto di comune nell’orbita di un polo di servizi, non un segnale di attrazione autonoma legata al sistema parco. Il dato rimane rilevante per la miniserie proprio per questo: dove esiste crescita demografica in un comune del PNALM, la causa va cercata nelle dinamiche di pendolarismo locale. L’analisi comparativa dei flussi migratori per provenienza — che dirà qualcosa di più preciso su chi si trasferisce e da dove — è rimandata alla Chioma.


Sintesi

Quello che il PNALM dice — e quello che ancora non dice

Il PNALM è il caso più documentato della miniserie. Ha una Relazione del Piano che raccoglie vent’anni di dati su demografia, economia, turismo, biodiversità. Ha rapporti annuali di monitoraggio faunistico. Ha un conflitto aperto con gli allevatori sulla questione degli usi civici — un conflitto che il PNM non può ancora avere perché non ha ancora uno strumento che lo generi. Ha 25.233 abitanti nel 2019 e un indice di vecchiaia di 359.

Ha anche, dal marzo 2025, un piano del parco. Il direttore Sammarone ha dichiarato che all’approvazione del piano seguirà il piano di sviluppo socioeconomico, «attraverso cui si stabilirà la destinazione delle risorse e degli incentivi». Il parco, in altre parole, riconosce che il piano non è l’arrivo — è la condizione necessaria per gli strumenti successivi. Dopo 102 anni e 15 anni di iter, il PNALM ha ora la condizione necessaria. Non ancora i risultati.

Per la miniserie, questo è il punto più rilevante: il PNALM dimostra cosa si ottiene con un ente operativo (monitoraggio, dati, conflitti gestiti, Carta della Natura, CETS, marchio di qualità) e cosa non si ottiene automaticamente (inversione demografica, sviluppo economico distribuito, risoluzione dei conflitti con le comunità locali). Il piano del parco aggiunge nuovi strumenti a disposizione. Se e come questi strumenti vengano usati, nei prossimi anni, sarà il test empirico che la miniserie non può ancora documentare.

Il prossimo pezzo del Tronco è la Majella: piano adottato dal Consiglio Direttivo nel 2022, iter VAS e approvazione regionale in corso. Un parco con ente operativo ma senza piano ancora approvato — il caso intermedio tra il PNALM e il PNM.


Fonti primarie e note sulle verifiche

  • Fonte primaria principale: Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Piano del Parco — Relazione, 2022, scaricato da regione.lazio.it (PIANO_PNALM_2022). Tabelle 5-1, 5-2, 5-3 (demografia), 5-4 (struttura produttiva), 5-5, 5-6 (turismo). Elaborazione su dati ISTAT.
  • Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Piano del Parco — VAS, Sintesi Non Tecnica, 2022, scaricato da regione.lazio.it.
  • MASE, scheda ufficiale PNALM (Elenco ufficiale aree protette) — mase.gov.it. Lista comuni e dati istituzionali.
  • Regione Lazio, DGR 1137/2024 — approvazione piano PNALM.
  • Regione Abruzzo, DCR 17/1 del 04/02/2025 — approvazione piano PNALM (unanimità).
  • Regione Molise, DCR 17 dell’11/03/2025 — approvazione piano PNALM.
  • PNALM, comunicato ufficiale monitoraggio orso marsicano 2025, luglio 2026 — parcoabruzzo.it e fonti stampa verificate (ilgerme.it, montagna.tv, salviamolorso.it, espressione24.it, stefanoardito.it).
  • ISPRA, nota maggio 2025 — analisi tre eventi decesso orsi marsicani e captivazione cucciola. isprambiente.gov.it. Include: stima popolazione 2014 (45–69 individui, Università La Sapienza + PNALM); stato CR Lista Rossa IUCN; stato non favorevole/cattivo Report Art. 17 Dir. Habitat.
  • Filibeck G. et al. (2022), Carta dei Tipi di Habitat di Interesse Comunitario del PNALM, Università della Tuscia, ISBN 978-88-903361-5-7 — citato da fonte secondaria verificata (allegato Relazione Piano).
  • Romano B. (1995), National Parks Policy and Mountain Depopulation: A Case Study in the Abruzzo Region of the Central Apennines, Italy, Mountain Research and Development 15(2):121 — testo integrale letto via ResearchGate.
  • Studio ScienceDirect 2024 (autori non specificati nell’abstract disponibile), impatti socioeconomici 8 parchi nazionali italiani 1991–2011, Global Environmental Change — abstract verificato, testo completo non accessibile (robots disallowed).
  • Agenparl, 14 febbraio 2025 — comunicato allevatori su opposizione al piano PNALM. Citato come fonte secondaria; testo integrale dell’opposizione non verificato direttamente.
  • Dichiarazione direttore PNALM Luciano Sammarone citata da ilcapoluogo.it (luglio 2024 e febbraio 2025) — fonte secondaria verificata.
  • ISPRA, Repertorio dello stato di attuazione del sistema delle aree protette, aggiornamento 31/03/2026 — isprambiente.gov.it. Per la scheda PNALM: piano approvato, ente costituito.

Note sulle scelte editoriali adottate: (1) Pescosolido è incluso tra i comuni laziali del perimetro PNALM — la sua assenza dall’elenco storico MASE è un ritardo di aggiornamento del database ministeriale, non una variazione del perimetro, come spiegato nella nota metodologica; (2) Villalago è escluso dal conteggio dei comuni del perimetro ma i suoi dati compaiono nelle elaborazioni statistiche dell’ente parco — la distinzione è esplicitata nella nota metodologica; (3) la formulazione sul piano del parco è stata corretta rispetto a una prima bozza: il PNALM non è l’unico dei cinque parchi della miniserie ad avere un piano approvato (il Gran Sasso lo ha dal 2020), ma è quello che ha impiegato il percorso più lungo — 102 anni dall’istituzione; (4) la dichiarazione del direttore Sammarone è stata verificata su due fonti stampa indipendenti.

ivinti.it — Osservatorio dei Vinti · luglio 2026

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