La Majella in cifre: economia, natura e piano in attesa di aggiornamento
Terza puntata del Tronco. Il Parco Nazionale della Majella ha un ente operativo dal 1995, un piano del parco vigente dal 2009 e il riconoscimento UNESCO di Geoparco dal 2021. Struttura amministrativa completa, piano approvato, titolo internazionale acquisito: tutto ciò che il PNM non ha e il PNALM ha faticato decenni a costruire. Eppure l’aggiornamento di quello stesso piano — adottato dall’ente nel 2022, corredato di VAS, depositato pubblicamente — è fermo in attesa di una delibera del Consiglio Regionale d’Abruzzo che, a luglio 2026, non è ancora arrivata. La Majella documenta che avere un’istituzione pienamente operativa non significa avere strumenti pianificatori aggiornati: e che la L. 394/1991 non prevede tempi certi né rimedi per l’inerzia regionale — né al piano zero, né a trent’anni dall’istituzione.
Questo pezzo è il terzo del Tronco della miniserie. Segue la radice documentale, il pezzo sul PNM e il pezzo sul PNALM. Chi non ha letto i precedenti troverà qui i riferimenti essenziali, ma la struttura argomentativa complessiva — inclusi i criteri metodologici e l’ipotesi di amenity migration — è nella radice.
Il tronco di questa miniserie descrive una progressione. Il PNM è il caso dell’assenza: nessun ente, nessun piano, nessuno strumento di governo attivo — solo norme di salvaguardia applicate a un territorio che non sa ancora di essere un parco nazionale nel senso istituzionale del termine. Il PNALM è il caso dell’attesa: un ente operativo da decenni, un piano che ha impiegato un secolo per essere approvato, la prova che la complessità multiregionale non è insuperabile ma non lo è gratuitamente. La Majella è il terzo caso — quello che nessuno dei due precedenti consente di anticipare: la struttura istituzionale funziona, il procedimento è stato completato, il piano vigeva. Il problema è un altro.
L’aggiornamento del piano del parco — adottato dall’Ente nel 2022, corredato di VAS e depositato pubblicamente nell’autunno dello stesso anno, con osservazioni processate e approvate dal Consiglio Direttivo nel novembre 2024 — è fermo in attesa di una delibera del Consiglio Regionale d’Abruzzo. Non esiste nella L. 394/1991 un termine entro cui la Regione deve approvare il piano. Non esiste un meccanismo sostitutivo per l’inerzia regionale. Il piano vigente rimane quello del 2009: uno strumento che ha quattordici anni, approvato prima del Geoparco UNESCO, prima dell’aggiornamento delle Misure di Conservazione dei siti Natura 2000, prima di qualunque pianificazione territoriale degli ultimi quindici anni.
Questo è il tratto distintivo del caso Majella nella griglia comparata: non una governance assente o tardiva, ma una governance consolidata che non riesce ad aggiornarsi. La differenza con il PNM non sta nel grado di funzionamento dell’istituzione — che è radicalmente diverso — ma nell’esito per il territorio: anche qui, lo strumento pianificatorio è obsoleto. Per ragioni opposte, ma con un risultato analogo sul piano operativo.
Movimento A
Struttura istituzionale ed economia: un ente operativo in contesto monoregionale
Il perimetro
Il Parco Nazionale della Majella si estende su 74.095 ettari interamente nella Regione Abruzzo, distribuiti nelle province di Chieti (27.396 ha), L’Aquila (23.850 ha) e Pescara (22.849 ha), su 39 comuni. È il terzo parco della miniserie per estensione: più grande del PNALM (49.680 ha), meno della metà del PNM (87.898 ha). La monoregionalità è la sua caratteristica istituzionale più rilevante ai fini del confronto.
| Provincia | Ettari nel parco | Comuni selezionati |
|---|---|---|
| Chieti (14) | 27.396 ha | Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna |
| L’Aquila (12) | 23.850 ha | Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Rivisondoli, Roccacasale, Rocca Pia, Roccaraso, Sulmona |
| Pescara (13) | 22.849 ha | Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, Sant’Eufemia a Maiella, San Valentino in A.C., Serramonacesca, Tocco da Casauria, (altri) |
Fonte: D.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995 s.o. 97); elaborazione su dati MASE. Quattro comuni hanno il centro abitato all’interno del perimetro del parco: Caramanico Terme, Sant’Eufemia a Maiella, Pacentro, Campo di Giove.
Tre province, una regione: questa è la differenza strutturale rispetto al PNALM (tre regioni) e al PNM (due regioni). L’iter di approvazione del piano del parco richiede il solo Consiglio Regionale d’Abruzzo — nessun coordinamento interregionale, nessuna intesa biregionale, nessun protocollo d’intesa da negoziare tra apparati amministrativi di regioni diverse. Nel caso del piano del 2009 questo sembra aver semplificato l’iter rispetto ai casi bi- e triregionali esaminati: adottato dal Consiglio Regionale nel gennaio 2005, approvato definitivamente nel dicembre 2008, pubblicato in GU nel luglio 2009 — meno di cinque anni dall’adozione alla pubblicazione, in una procedura che aveva visto l’ente approvare internamente il piano già nel 1999. Che la monoregionalità sia la causa di questa relativa rapidità non è dimostrabile sulla base di un singolo caso; che non sia sufficiente a garantire la continuità degli strumenti nel tempo lo dimostra, invece, quanto accaduto con l’aggiornamento del 2022.
L’iter istitutivo
La Majella è elencata nell’art. 34 c. 1 lett. b) della L. 394/1991 — il meccanismo diretto che abbiamo documentato nella radice. La perimetrazione provvisoria e le misure di salvaguardia sono arrivate con D.M. 4 novembre 1993. Il comitato di gestione provvisoria è stato istituito con D.M. 28 settembre 1994. L’Ente Parco è stato formalmente costituito con D.P.R. 5 giugno 1995: quattro anni di provvisorietà, poi la normalizzazione.
Iter istitutivo e pianificatorio Parco Nazionale della Majella — cronologia verificata
Fonti: L. 394/1991; D.P.R. 5/6/1995 (GU n. 181/1995); parcomajella.it; Repertorio ISPRA; BUR Abruzzo
L’anomalia dell’aggiornamento
La notizia è questa: il Parco Nazionale della Majella ha un piano del parco vigente che ha quattordici anni. L’aggiornamento, avviato formalmente nel 2019, adottato dall’Ente nel 2022, depositato e reso pubblico nello stesso anno per la raccolta di osservazioni, processato con delibera del Consiglio Direttivo nel novembre 2024 — non ha ancora ottenuto la delibera di approvazione del Consiglio Regionale d’Abruzzo. Il confronto con il PNALM rende la cosa ancora più visibile: il PNALM ha coordinato tre regioni su tre procedimenti di VAS e VINCA separati per quattro anni e ha completato l’iter. La Majella, monoregionale, ha un unico soggetto approvante — e quello stesso soggetto non ha ancora agito.
La dimensione del problema cambia se si considera cosa è successo nel frattempo. Nel 2021 il parco ha ottenuto il riconoscimento UNESCO come Majella Geopark: un titolo che richiede, per il suo mantenimento, attività continuative documentate secondo le linee guida della rete UNESCO Global Geoparks. L’aggiornamento del piano del 2022 incorpora esplicitamente il riconoscimento Geoparco tra i suoi riferimenti programmatici — proprio perché il piano del 2009 è antecedente di dodici anni al riconoscimento, e non ne può tenere conto. Se il piano aggiornato non viene approvato, il Geoparco opera su una base pianificatoria che non lo riconosce. Le due strutture — piano del parco e governance del Geoparco — procedono in parallelo senza integrarsi formalmente. Questo non è un dettaglio: è la documentazione di come l’inerzia su uno strumento si propaghi sugli altri.
Il Geoparco UNESCO e la governance del territorio
Il 22 aprile 2021, il territorio del Parco Nazionale della Majella è stato dichiarato Geoparco Mondiale UNESCO con il nome «Majella Geopark» — il decimo geoparco italiano nella rete UNESCO Global Geoparks. Il riconoscimento si basa su 95 geositi documentati, di cui almeno 22 di valore internazionale, e su una candidatura avviata nel 2016 in collaborazione tra l’Ente Parco e l’Ordine dei Geologi della Regione Abruzzo.
Il Geoparco aggiunge uno strato di governance che non sostituisce ma si affianca al piano del parco: le «Linee Guida dell’UNESCO» per il mantenimento del titolo richiedono attività continuative di documentazione, valorizzazione e sviluppo sostenibile. Nella griglia della miniserie, il riconoscimento Geoparco rappresenta una variabile che il PNM non ha e che il PNALM non ha (almeno fino a luglio 2026). È uno strumento di valorizzazione internazionale che l’ente ha ottenuto in presenza di un piano vigente ma in assenza di uno aggiornato: la domanda che si pone nella Chioma è se questo strumento compensa parzialmente l’obsolescenza pianificatoria o se opera in parallelo senza integrarsi con essa.
Movimento B
Il patrimonio naturalistico: hot spot di biodiversità appenninica
La Majella è classificata dalla letteratura scientifica come uno dei territori ad alta biodiversità dell’Appennino centrale. Il 55% della superficie del parco si trova a quote superiori ai 2.000 metri; la vetta più alta è il Monte Amaro (2.793 m). La complessità orografica — sessanta cime, di cui trenta oltre i 2.000 metri, valli profonde, oltre 100 grotte, circhi glaciali del Quaternario — genera una diversità di habitat che si traduce direttamente in ricchezza di specie.
Flora
Le entità floristiche censite nel parco ammontano a oltre 2.100 (specie e sottospecie), corrispondenti a circa il 65% della flora abruzzese, quasi il 30% della flora italiana e circa il 17% di quella europea. Il dato è significativo non solo per il valore assoluto ma per la proporzione: un’area che copre circa lo 0,25% del territorio italiano ospita quasi un terzo della sua flora.
Tra le specie di particolare interesse fitogeografico e conservazionistico si documentano endemismi dell’area Majella-Morrone che rappresentano circa il 7% della flora locale. I principali gruppi di habitat includono le pietraie e le rupi d’alta quota (con specie come Viola magellensis, Sedum magellense, Chaerophyllum magellense), i pascoli aridi e subalpini, le faggete, le rocce stillicidiose. La presenza dell’Abete rosso — reintrodotto circa quattrocento anni fa dai monaci benedettini nella Fossa di Pentima sul Morrone, a partire da materiale proveniente dalla Foresta di Vallombrosa — rappresenta un caso documentato di naturalizzazione storica di origine antropica, considerato esito positivo in quanto la specie era presente nell’area prima della scomparsa di epoca romana.
Fauna vertebrata
Il parco ospita oltre il 78% delle specie di mammiferi presenti in Abruzzo e oltre il 45% di quelle italiane. Tra i vertebrati di interesse conservazionistico documentati: orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), lupo (Canis lupus italicus), camoscio d’Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata), lontra (Lutra lutra), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), gatto selvatico (Felis silvestris). Tra i rapaci: aquila reale (Aquila chrysaetos), lanario (Falco biarmicus), astore (Accipiter gentilis). Tra le specie ornitiche di interesse: picchio dorsobianco (Dendrocopos leucotos), picchio muraiolo (Tichodroma muraria), piviere tortolino (Charadrius morinellus) — quest’ultimo presente sulle pietraie d’alta quota della Majella come una delle pochissime stazioni europee meridionali.
Tra gli invertebrati, sono state censite 116 specie di farfalle diurne (Rhopalocera), corrispondenti alla quasi totalità delle specie italiane. Il dato degli invertebrati è quello per cui la Majella si distingue in maniera più marcata nel contesto appenninico: la diversità dei lepidotteri è un indicatore proxy della qualità e della diversità degli habitat erbacei.
| Specie | Nome scientifico | Gruppo | Note |
|---|---|---|---|
| Orso bruno marsicano | Ursus arctos marsicanus | Mammifero | Sottospecie endemica appenninica; All. II Dir. Habitat (prioritario *) |
| Lupo | Canis lupus italicus | Mammifero | All. II e IV Dir. Habitat; soggetto a programma di coesistenza con la zootecnia (DCD 15/2015) |
| Camoscio d’Abruzzo | Rupicapra pyrenaica ornata | Mammifero | Sottospecie endemica appenninica; All. II e IV Dir. Habitat (prioritario *) |
| Lontra | Lutra lutra | Mammifero | All. II e IV Dir. Habitat; indicatore di qualità dei corsi d’acqua |
| Gatto selvatico | Felis silvestris | Mammifero | All. IV Dir. Habitat |
| Aquila reale | Aquila chrysaetos | Uccello | All. I Dir. Uccelli |
| Lanario | Falco biarmicus | Uccello | All. I Dir. Uccelli; SPEC 3 |
| Picchio dorsobianco | Dendrocopos leucotos | Uccello | All. I Dir. Uccelli; presente nella faggeta matura |
| Piviere tortolino | Charadrius morinellus | Uccello | All. I Dir. Uccelli; stazione appenninica meridionale tra le poche in Europa |
Fonte: Piano Performance 2022–2024 Ente Parco Nazionale della Majella; sito parcomajella.it; classificazione All. Dir. Habitat e Dir. Uccelli da formulari Natura 2000.
Geodiversità e Geoparco
La componente geologica è quella che ha prodotto il riconoscimento internazionale più recente e di maggior visibilità. I 95 geositi documentati nel territorio includono fenomeni di diversa natura: geomorfologici (circhi glaciali, valli sospese, forre fluviali), stratigrafici (successioni carbonatiche del Mesozoico), paleontologici, speleologici (oltre 100 grotte), idrogeologici. Almeno 22 hanno valore dichiaratamente internazionale secondo i criteri UNESCO Global Geoparks Network.
La geodiversità della Majella non è sovrapponibile alla biodiversità, ma la sostiene: le rocce calcaree, la morfologia carsica, la varietà altitudinale generano la diversità di habitat che determina la ricchezza floristica e faunistica. Nella griglia della miniserie, la Majella è l’unico parco tra i cinque ad avere un riconoscimento esplicito della propria componente geologica a livello UNESCO — un elemento che il confronto nella Chioma dovrà valorizzare come variabile, non come semplice titolo onorifico.
Movimento C
La struttura demografica: un territorio di aree interne in contesto abruzzese
I 39 comuni del perimetro del Parco Nazionale della Majella rientrano nella classificazione SNAI come aree interne, prevalentemente nelle fasce periferiche e ultraperiferiche. La stima di popolazione residente disponibile nelle fonti accessibili — circa 25.300 unità, elaborata dall’Ente Parco su dati ISTAT 2013, proporzionando la popolazione dei comuni alla quota di territorio comunale inclusa nel parco — è un proxy metodologicamente debole e temporalmente lontano.
Il contesto demografico abruzzese mostra tendenze comuni alle aree interne dell’Appennino centro-meridionale: spopolamento delle fasce ultraperiferiche, tassi di natalità inferiori alla media nazionale, migrazione verso i centri urbani (Chieti, Pescara, L’Aquila). Tra i 39 comuni del parco, comuni come Caramanico Terme e Roccaraso hanno dinamiche differenziate rispetto a comuni come Sant’Eufemia a Maiella o Taranta Peligna: i primi hanno strutture ricettive e flussi turistici consolidati; i secondi sono in fase di spopolamento avanzato. Il piano del parco vigente (2009) identificava questa differenziazione interna come uno degli elementi da governare attraverso la zonazione e gli strumenti di sviluppo socioeconomico previsti dall’art. 14 L. 394/1991.
La variabile che distingue la Majella dal PNM nella griglia demografica non è l’andamento di spopolamento — che è strutturalmente analogo — ma l’esistenza di strumenti di risposta. L’ente parco ha approvato un Piano di Sviluppo Socioeconomico nel 2004, completato il relativo iter regionale nel 2010. Ha strutture ricettive, centri visita, aree faunistiche che producono flussi economici locali. Ha un marchio di qualità per i prodotti locali. Nessuno di questi strumenti ha arrestato lo spopolamento — ma ha prodotto un’infrastruttura di risposta che il PNM non ha ancora potuto costruire, e che il confronto nella Chioma dovrà valutare quantitativamente.
La posizione della Majella nella griglia comparata
La Majella occupa il terzo posto nella scala istituzionale della miniserie, ma la sua posizione è più complessa di una semplice graduatoria. Ha ciò che il PNM non ha: un ente operativo da trent’anni, una sede, un bilancio, un personale, un corpo di guardie, un piano vigente, strumenti di sviluppo socioeconomico approvati, un riconoscimento UNESCO. Ha qualcosa che il PNALM non aveva fino al 2025: un piano vigente da sedici anni, in un regime di monoregionalità che avrebbe dovuto rendere l’aggiornamento più semplice che altrove. Non ha, però, quello che è il prodotto atteso di una governance pienamente operativa: strumenti pianificatori aggiornati alla realtà attuale del territorio.
Il caso della Majella chiarisce una cosa sul sistema complessivo che il solo caso PNM non consente di vedere: il problema non è soltanto l’assenza dell’istituzione. È la struttura procedurale della L. 394/1991, che non prevede tempi certi in nessuna fase — né nell’istituzione, né nella prima pianificazione, né nell’aggiornamento — e non prevede rimedi per l’inerzia regionale in nessuno di questi momenti. La Majella lo documenta dall’estremità opposta rispetto al PNM: struttura amministrativa pienamente operativa, procedimento di aggiornamento completato da parte dell’ente, inerzia nel soggetto terzo chiamato ad approvare. La L. 394/1991 non prevede commissariamento della Regione per inerzia nell’approvazione del piano. Né per il parco in fase zero, né per quello che ha trent’anni di storia.
Nella Chioma della miniserie, la Majella sarà il termine di riferimento per il confronto sui dati economici (strutture ricettive, imprese, valore aggiunto del turismo) e sulla componente naturalistica documentata. Per il PNM, confrontarsi con la Majella significa confrontarsi con un’istituzione con struttura amministrativa consolidata e strumenti operativi che il PNM non ha ancora — ma anche con la prova che quella struttura, da sola, non basta a garantire che gli strumenti pianificatori rimangano attuali.
Fonti primarie e note sulle verifiche
- L. 6 dicembre 1991 n. 394, art. 34 c. 1 lett. b) — istituzione Parco Nazionale della Majella per legge
- D.M. 4 novembre 1993 — perimetrazione provvisoria e misure di salvaguardia
- D.M. 28 settembre 1994 — istituzione comitato di gestione provvisoria
- D.P.R. 5 giugno 1995 (GU n. 181 del 4/8/1995, s.o. 97) — istituzione Ente Parco Nazionale della Majella. Fonte: parcomajella.it/DPR-Istituzione-Ente-Parco-Nazionale-della-Majella.htm
- DCD n. 26/99 del 17/05/1999 — approvazione interna Piano del Parco
- DCR Abruzzo n. 164/6 del 13/01/2005 — adozione Piano del Parco
- DCR Abruzzo n. 122/2 del 30/12/2008 — approvazione definitiva Piano del Parco. GU n. 164 del 17/7/2009, s.o. n. 119
- DCD n. 35 del 25/7/2019 — avvio aggiornamento piano e nuova VAS
- DCD n. 40 del 30/10/2019 — recepimento parere Comunità del Parco, presa d’atto Rapporto Preliminare VAS
- Avviso BUR Abruzzo Speciale n. 47 del 12/3/2021 — avvio procedura VAS aggiornamento piano
- 22 aprile 2021 — dichiarazione Geoparco Mondiale UNESCO «Majella Geopark». Fonte: comunicato parcomajella.it
- DCD n. 26 del 28/4/2022 — adozione Aggiornamento Piano del Parco
- Avviso BUR Abruzzo n. 39 del 28/9/2022 — deposito pubblico Aggiornamento Piano, termine osservazioni 26/11/2022. Fonte: regione.abruzzo.it
- DCD n. 30 del 21/11/2024 — osservazioni alla proposta di Aggiornamento, Albo Pretorio 4–19/12/2024. Fonte: Repertorio ISPRA (aggiornamento marzo 2026)
- ISPRA, Repertorio dello stato di attuazione dei Piani per il Parco nei Parchi Nazionali — scheda Parco Nazionale della Maiella. URL: isprambiente.gov.it/it/banche-dati/repertorio-stato-attuazione-piani-parco/parco-nazionale-della-maiella (verificato luglio 2026)
- Ente Parco Nazionale della Majella, Piano Performance 2022–2024. URL: performance.gov.it/performance/piani-performance/allegato/3946
- parcomajella.it/Piano-e-Regolamento-del-Parco.htm — cronologia iter piano (verificato luglio 2026)
- parcomajella.it/aggiornamento-al-piano-per-il-parco-nazionale-della-majella.htm — documentazione iter aggiornamento (verificato luglio 2026)
- MASE — scheda Parco Nazionale della Majella. URL: mase.gov.it/portale/parco-nazionale-della-maiella (dati perimetrazione e presidente)
- Dati superficie per provincia: elaborazione su dati citati in fonti istituzionali (Chieti 27.396 ha, L’Aquila 23.850 ha, Pescara 22.849 ha; totale 74.095 ha). Fonte primaria non singola — da confrontare con DPR 1995
Fonti secondarie non verificate direttamente: Dati floristici (2.100 entità) e faunistici (78% specie mammiferi abruzzesi, 116 specie lepidotteri) sono tratti da fonti istituzionali dell’Ente Parco (Piano Performance, sito) che a loro volta citano censimenti antecedenti al piano del 2009. Non è stata recuperata la fonte primaria di ciascuno. I dati sono riportati come stime istituzionali consolidate, non come dati da censimento recente.