Il Sannio che non ha smesso di cercarsi
Visioni

Dal 24 al 26 settembre 2026 Campobasso ospita la finale nazionale delle Olimpiadi di Informatica. I territori interni del Matese e del Sannio producono eccellenza da soli, in ogni campo, da secoli. Ogni volta che li si lascia fare, producono risultati. Ogni volta che li si imbriglia, resistono. La storia degli ultimi duecento anni è la storia di questa tensione.

Visioni Sannio Molise Aree interne Autonomia territoriale ivinti.it · settembre 2026

C’è un pattern che attraversa questi territori da secoli e che vale la pena nominare per quello che è, prima di qualunque considerazione sul presente.

I popoli sanniti resistettero a Roma per quasi settant’anni — tre guerre, la più celebre delle quali si concluse alle Forche Caudine nel 321 a.C. con la più umiliante sconfitta mai subita dall’esercito romano. Non vinsero. Ma imposero a Roma uno sforzo proporzionale alla propria autonomia, e alla fine si integrarono nell’orbita romana mantenendo una propria identità culturale e territoriale che sopravvisse all’Impero, ai Longobardi, ai Normanni, agli Angioini e ai Borboni — ciascuno dei quali governò questi territori senza mai riuscire a cancellarli come entità distinta.

Il pattern è riconoscibile: questi territori, lasciati liberi di operare, producono risultati. Imbrigliati, resistono. E quando la pressione si allenta, riprendono da dove avevano lasciato.


Il momento della pausa: 1861

L’Unità d’Italia fu, per le aree interne del Mezzogiorno, un rovesciamento improvviso delle condizioni di vita. La coscrizione obbligatoria, le nuove imposizioni fiscali, la liquidazione dei beni ecclesiastici che finirono in mano ai latifondisti anziché essere distribuiti ai contadini, la repressione delle tradizioni locali: in Calabria, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata esplose quello che la storiografia chiama “grande brigantaggio”, tra il 1861 e il 1865. La risposta dello Stato fu la Legge Pica del 1863, che istituì lo stato d’assedio nelle regioni meridionali e autorizzò condanne a morte senza supervisione civile. Al picco della repressione, nel 1863, erano impiegati circa 90.000 soldati nelle aree interne del Mezzogiorno — più di quanti ne fossero stati usati per la terza guerra d’indipendenza.

In questa lettura, il brigantaggio non fu un fenomeno criminale ma la reazione di comunità capaci di autogoverno improvvisamente private delle proprie regole di funzionamento. Lo Stato li vinse militarmente. Ma non li cambiò strutturalmente — li mise in pausa.

Il Sannio beneventano era, nel 1861, uno dei territori più specificamente colpiti: la sua collocazione eccentrica rispetto alla logica campana, la sua identità costruita sul Matese e sul Volturno, la sua struttura economica fondata sull’artigianato e la pastorizia — tutto questo non trovava rappresentazione nel nuovo ordinamento regionale che lo includeva nella Campania napoletana senza concedergli autonomia né voce.

Giambattista Bosco Lucarelli lo disse con la chiarezza di chi aspetta da troppo tempo, all’Assemblea Costituente del 30 maggio 1947: «Rivendichiamo la nostra unità regionale del Sannio. Se ce la concedete fate un’opera di giustizia; se non ce la concedete, con costanza sannita continueremo a combattere fino a che giustizia sarà fatta.» Era la stessa frase che i Sanniti avrebbero potuto dire a Roma. Quasi ottant’anni dopo, quella giustizia non è ancora stata fatta.


Il Molise che riprende

Il Molise — la parte del territorio sannita-appenninico che nel 1963 ottenne autonomia regionale, unico caso nella storia repubblicana italiana di formazione di una nuova regione per distacco da un’altra — è il caso di studio di cosa succede quando si allenta la pressione.

Non è un caso che abbia impiegato meno di un secolo a produrre risultati concreti e misurabili in ogni campo in cui è stato lasciato operare.

Nella manifattura identitaria: la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone — 27 generazioni, campane in ogni continente — e i coltellinai di Frosolone, che competevano con Toledo e Sheffield, sono storie di competenza tramandata in condizioni avverse. La Tintilia, vitigno autoctono a rischio di scomparsa, è stata recuperata dai produttori locali senza incentivi istituzionali e rappresenta oggi la DOC simbolo della rinascita enologica regionale. A Sant’Elena Sannita, 250 abitanti, la necessità dell’emigrazione del dopoguerra si è trasformata in una filiera della profumeria con ramificazioni internazionali, e poi in un museo, un orto botanico e un laboratorio di ricerca su 250 specie spontanee.

Nelle infrastrutture digitali: il Molise è la prima regione italiana ad aver completato il Piano BUL — 130 comuni connessi in fibra ottica FTTH con un’infrastruttura di 1.700 km che raggiunge oltre 133.000 case. Ha fatto da solo, prima del Nord. Da questa infrastruttura è nata Dimensione, azienda di telecomunicazioni fondata a Campobasso che nel 2025 ha acquisito il ramo d’azienda di Virgin Fibra, offre connettività FTTH fino a 10 Gbps e mantiene un rating Trustpilot di 4,8 su quasi 5.000 recensioni — livello da operatore nazionale di primo piano, nato in una regione di 285.000 abitanti.

Nella ricerca scientifica: il Breakthrough Prize 2026 per la fisica fondamentale — il riconoscimento parallelo al Nobel — è stato assegnato alla collaborazione “Muon g-2”, con due ricercatori dell’Università del Molise tra i protagonisti. L’ateneo, fondato nel 1982, ha oggi un corso di laurea magistrale in Ingegneria Informatica per l’Intelligenza Artificiale e l’Automazione.

Nella formazione tecnico-scientifica: dal 24 al 26 settembre 2026 il Liceo Romita di Campobasso ospita la finale nazionale delle Olimpiadi Italiane di Informatica, con 109 studenti selezionati da tutta Italia. Il Molise produce programmatori che competono a livello nazionale — e li forma in una scuola pubblica, senza ecosistema tecnologico preesistente, senza incentivi particolari, per la stessa ragione per cui ha sempre prodotto campane e coltellinai: perché quando si lascia fare, fa.


Il Sannio campano che prova a respirare

Il versante campano del Matese e le zone limitrofe del beneventano mostrano lo stesso pattern in condizioni parzialmente diverse — meno vincolate di quanto accada ai comuni campani dentro il perimetro del Parco Nazionale, ma ancora lontane dall’autonomia operativa che ha permesso al Molise di accelerare.

Il Sannio beneventano, che ha storicamente rivendicato la propria identità distinta dalla Campania napoletana, esprime eccellenze dove le regole lo permettono. In campo vitivinicolo: l’Aglianico del Taburno DOCG — ottenuto nel 2011, prodotto in 13 comuni della provincia di Benevento su versanti collinari che guardano il Matese — ha raggiunto nella vendemmia 2021 un punteggio di 89/100 secondo il metodo dell’Union Internationale Des Oenologues, giudizio definito “verso la soglia dell’eccellente”. La Falanghina del Sannio DOC copre l’intera provincia e conta oltre 2.000 soci produttori organizzati in cooperative, con qualità in crescita documentata. L’Aglianico del Taburno è una delle quattro DOCG campane — le massime denominazioni di qualità in Italia — insieme a Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino.

In campo scientifico e tecnologico: l’Università del Sannio ha ospitato il 14 e 15 settembre 2026 la 42ª conferenza internazionale IEEE sull’ingegneria del software (ICSME 2026) — 300 ricercatori da 36 paesi, 150 contributi scientifici, organizzata dal gruppo di Ingegneria del Software guidato dal prof. Massimiliano Di Penta. Il Dipartimento di Ingegneria ha in corso un accordo con ELT Group, leader mondiale nell’elettronica per la difesa, per attività di ricerca e trasferimento tecnologico.

Quanto ai comuni casertani che si affacciano sul Matese — Gallo Matese, che parla dialetto molisano e che dal 1927 al 1945 era stata incorporata nella provincia di Campobasso, i comuni della Valle Alifana che gravitano su Cassino e Campobasso più che su Napoli o Caserta — la situazione è quella descritta in queste pagine ad agosto: vincoli di salvaguardia senza Ente che li gestisca, marchio del Parco Nazionale usato da operatori senza radici, autonomia bloccata in un limbo istituzionale che non è né governo né libertà.


Un confine che non ha mai convinto nessuno

Sedici anni dopo il discorso di Bosco Lucarelli, nel 1963, il Molise ottenne la separazione dall’Abruzzo. La motivazione era identitaria prima che economica: il Molise rivendicava una propria storia, una propria continuità culturale, una propria specificità. Ma il confine ottenuto tra Molise e Campania — lungo la cresta del Matese — non ha mai convinto chi viveva da entrambi i lati.

Gallo Matese, comune della provincia di Caserta, parla in dialetto molisano. Dal 1927 al 1945, con la soppressione temporanea della provincia di Caserta, era stata incorporata nella provincia di Campobasso — come se la geografia avesse corretto brevemente l’amministrazione, prima che questa si riprendesse. Nel 1971 — otto anni dopo la nascita del Molise — si parlava già di un referendum per unire la provincia di Benevento alle province molisane. Il progetto si chiamava Molisannio, ed è riaffiorato con la regolarità di chi non ha dimenticato.

Nel 2022 il presidente della regione Molise Donato Toma telefonava al sindaco di Benevento Clemente Mastella per esplorare la possibilità concreta di una fusione. «La storia e l’orografia uniscono da sempre queste popolazioni», dichiarava Toma. Mastella concordava: «A voler considerare la sola fusione della nostra provincia con le due molisane si otterrebbe una Regione Sannio che sfiora i 600 mila abitanti, contigui per storia e costumi oltre che geograficamente.»

Il 13 settembre 2026 — due giorni prima della finale di Campobasso — Legambiente Molise e la Pro Loco di Roccamandolfi hanno camminato da Roccamandolfi a Gallo Matese per dirlo ad alta voce: il Matese è uno solo e la sua tutela non può fermarsi davanti ai confini amministrativi. Lo stesso percorso, all’inverso, che i pellegrini campani percorrevano da 250 anni per raggiungere il santuario di San Liberato a Roccamandolfi.


La domanda che rimane

C’è una linea che attraversa questo territorio da duemila anni. Non è un confine regionale — quelli sono stati ridisegnati decine di volte. È una continuità di competenza, identità e tenacia che i Sanniti chiamavano con il loro nome, Bosco Lucarelli chiamava “costanza sannita” e che oggi possiamo semplicemente chiamare con il nome che merita: capacità.

La visione non richiede di inventare nulla. Richiede di smettere di bloccare quello che esiste già.

Campobasso ospita la finale nazionale di informatica e produce ricercatori che vincono premi internazionali di fisica. Benevento ospita conferenze IEEE e produce DOCG che competono con le eccellenze campane più riconosciute. Lungo i tratturi il Matese è già percorso da escursionisti che comprendono che quel territorio è uno solo. Il 13 settembre 2026 Legambiente ha camminato da Roccamandolfi a Gallo Matese per dirlo ad alta voce: il Matese non si ferma ai confini amministrativi.

La questione non è se questi territori sappiano fare. La questione è quante altre generazioni debbano dimostrarlo prima che qualcuno smetta di ostacolarli.

Fonti e riferimenti

  • Assemblea Costituente, seduta del 30 maggio 1947 — intervento on. Giambattista Bosco Lucarelli sull’art. 131 della Costituzione — nascitacostituzione.it
  • Legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963 — separazione Abruzzo e Molise
  • Open Fiber / Infratel — Piano BUL Molise: 130 comuni, 1.700 km di fibra FTTH, completamento 2024 — corrierecomunicazioni.it, maggio 2024
  • Dimensione Srl, Campobasso — linkedin.com/company/dimensione-srl; offerta-internet.it; trustpilot.com
  • Breakthrough Prize 2026, collaborazione “Muon g-2” — Università degli Studi del Molise, Dipartimento BioTerr — ilgiornaledelmolise.it, maggio 2026
  • UniMol — corso di laurea magistrale in Ingegneria Informatica per l’Intelligenza Artificiale e l’Automazione — unimol.it
  • Olimpiadi Italiane di Informatica XXVI edizione — finale nazionale 24-26 settembre 2026, Liceo Romita, Campobasso — olimpiadi-informatica.it
  • ICSME 2026 — 42ª conferenza internazionale IEEE, Università del Sannio, 14-15 settembre 2026 — newsistruzione.it
  • Aglianico del Taburno DOCG — rating Assoenologi 2025, vendemmia 2021: 89/100 — Sannio Consorzio Tutela Vini
  • Falanghina del Sannio DOC — sannio.wine; busmania.it
  • Cammina Matese VIII edizione — Roccamandolfi-Gallo Matese, 13 settembre 2026 — Legambiente Molise, isnews.it
  • Il Mattino — “Sannio-Molise una sola regione: torna il progetto dell’unione”, marzo 2022 — ilmattino.it
  • Treccani Lessico del XXI secolo — voce “Sannio e Molisannio” — treccani.it
  • Gallo Matese — storia amministrativa (1927-1945 in provincia di Campobasso) — Wikipedia it.
  • Legge Pica 1863, stato d’assedio nel Mezzogiorno — geopop.it; storicang.it
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