Sannio Turismo Sincero – appuntamento con il TCI
Sannio Turismo Sincero
Il convegno del Touring Club Italiano a Telese Terme (30 settembre 2026) sulla destinazione Sannio: due DMO che cercano una voce comune, un parco regionale che dichiara i propri limiti, un parco nazionale che si racconta come risorsa turistica senza disporre ancora degli strumenti per esserlo.
Telese Terme, 30 settembre 2026. Nella sala Principe Umberto del Grand Hotel Telese il Touring Club Italiano riunisce istituzioni, associazioni e operatori attorno a un titolo che è già una tesi: «Sannio Turismo Sincero – Viaggiare l’Italia interna». L’idea, hanno ricordato in apertura il direttore dell’albergo Giuseppe Pecoraro e il console del Touring per Benevento Lorenzo Piombo, è dare a un territorio frammentato tra più province e due regioni «un unico nome e cognome». La sessione che ci interessa più da vicino è quella dedicata ai parchi «come intercettori di risorse e fattori di sviluppo», con il presidente del Parco regionale del Taburno-Camposauro e il presidente del Comitato di gestione provvisoria del Parco nazionale del Matese. La seguiamo, come a Piedimonte Matese e a Pescasseroli nelle settimane precedenti, dal punto di vista del Matese.
Due assenze segnano il programma. L’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, annunciato nella tavola rotonda conclusiva, non interviene «per motivi istituzionali», come comunica il moderatore. Il sindaco di Telese Terme Giovanni Caporaso, trattenuto da impegni di lavoro, è rappresentato dall’assessora Mariolina Alfano. È il secondo convegno in due settimane, dopo quello del GAL Alto Casertano del 16 settembre, in cui un titolare istituzionale annunciato in programma non compare.
Il quadro: un territorio piccolo, frazionato, in cerca di regia
Il consigliere nazionale del Touring Giovanni Pandolfo ha aperto il primo panel con i numeri della provincia di Benevento: circa 260.000 abitanti in 78 comuni, 71 dei quali sotto i 5.000 abitanti. Da qui l’invito, rivolto agli amministratori, a superare «invidie, gelosie, localismi», e una formula che il presidente del Comitato del Parco nazionale riprenderà più avanti: «non dobbiamo chiederci soltanto quanti turisti vogliamo portare nel Sannio, ma quale Sannio vogliamo costruire attraverso il turismo».
I dati di partenza portati dagli interventi descrivono un’offerta che esiste ma non è organizzata. Il Grand Hotel, struttura del 1891, dichiara oltre 14.000 presenze nel 2025 e circa 12.000 alla fine di settembre 2026, con una permanenza media di 1,8–1,9 notti. Il presidente dell’UNPLI di Benevento, Renzo Mazzeo, descrive le pro loco come «ministeri senza portafoglio»: 78 pro loco, circa 6.000 volontari, un contributo regionale di 750 euro l’anno ciascuna. Il console del Touring per l’Irpinia Angelo Verderosa, coordinatore del Cammino di Guglielmo, mette a confronto il Trentino (dieci cammini, 1.200 km) con le province di Benevento e Avellino (tre cammini, circa 300 km, di cui Francigena e Appia «sulla carta») e afferma che in provincia di Benevento «non c’è nemmeno un cammino registrato» nell’atlante regionale, e che la Regione Campania non dispone di una mappa interattiva dei cammini.
Giancarlo Dell’Orco, fondatore dell’Associazione Italiana Destination Manager, ha indicato la direzione su cui le DMO dovrebbero muoversi: non solo promozione, ma «progettazione integrata» che tenga insieme mobilità, agricoltura e residenti, perché «non c’è turismo sostenibile senza felicità dei residenti».
I parchi come «intercettori di risorse»: la risposta di Caturano
Il passaggio più netto della serata è arrivato dal presidente del Parco regionale del Taburno-Camposauro, Costantino Caturano, al secondo mandato. Al tema assegnato alla sessione ha risposto senza giri di parole: il parco come intercettore di risorse «può fare ben poco. Diciamocelo francamente». Le ragioni elencate sono strutturali:
- i bandi nazionali e quelli del Complemento regionale per lo sviluppo rurale prevedono tra i beneficiari «tutti tranne i comuni del territorio»;
- altri bandi finanziano, «per l’ennesima volta», campi da calcio o da padel, scritti da chi «non legge le vere esigenze del territorio»;
- il partenariato pubblico-privato è «sotto attacco»: i distretti agroalimentari e rurali sono stati, a suo giudizio, «un fallimento totale» perché privi di fondi pubblici, mentre i GAL funzionano grazie all’obbligo di destinare loro fondi europei.
Caturano ha contestato anche l’applicazione alle aree interne degli stessi criteri usati per quelle costiere, come le soglie di posti letto, e ha dubitato che l’attuale assessore regionale al Turismo, assente, sia «su questa linea». Il Parco del Taburno ha aderito a entrambe le DMO sannite, «nella speranza di trovare un’unità», o almeno «una condivisione, non una sovrapposizione concorrenziale».
Il Parco nazionale del Matese: «nulla di più definitivo del provvisorio»
Andrea Boggia si è presentato con il titolo corretto: «Oggi sono presidente del comitato di gestione provvisorio, e in Italia lo sapete, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio». La precisazione non è secondaria. Il comunicato stampa diffuso dal Touring il 23 settembre lo indicava come «presidente della Comunità del Parco», organo che la legge quadro sulle aree protette prevede solo all’interno di un Ente parco costituito e che per il Matese non esiste. La locandina ufficiale, inviata con lo stesso messaggio, riportava invece «presidente Co.Ge.». In sala la dicitura corretta è stata usata da tutti, a partire dal moderatore, che ha ammesso: «siamo ancora un po’ alle prese con questi problemi di costituzione effettiva e operativa del parco».
Il racconto di Boggia ha ricostruito il percorso con una franchezza che vale la pena registrare. L’inserimento del Matese nella legge di bilancio del 2017 è, nelle sue parole, «rimasto lettera morta» per anni, fino a quando la mobilitazione delle associazioni ha tenuto «accesi i riflettori». Il parco, ha detto, deve essere «ente di area vasta, incubatore di energia positiva, incubatore di buone pratiche», con lo sviluppo sostenibile come missione assegnata dalla legge 394/1991. Alla domanda diretta del moderatore sulla piena operatività dell’ente ha risposto: «questa è la domanda da non fare mai in Italia […] lo faremo nel più breve tempo possibile». Nessuna data, nessun passaggio procedurale indicato.
Un’affermazione, ripetuta anche dal moderatore, richiede una precisazione: il parco «era parco regionale ma diventa nazionale allargando i propri confini». Il Parco regionale del Matese non è stato soppresso: ha un proprio presidente facente funzione e compare come «Ente Parco Regionale del Matese» tra le parti dei ricorsi contro il decreto di perimetrazione provvisoria pendenti davanti al TAR del Lazio, con udienza di merito il 17 dicembre 2026. Sullo stesso territorio insistono oggi due soggetti, uno costituito e uno in gestione provvisoria.
La traversata fermata, e quella che non lo fu
Nella replica successiva all’intervento di Caturano, Boggia ha portato un caso concreto: «la settimana scorsa mi sono trovato in un casino micidiale perché abbiamo dovuto fermare una traversata in motocicletta all’interno di zona 1, zona 2, piena area protetta. Nessuno aveva mai detto niente, si è fatto per 30 anni».
L’episodio è documentato. Si tratta della terza Motocavalcata del Molise, in programma tra il 18 e il 20 settembre nell’area di Campitello Matese. Secondo quanto riportato da amolivenews.it il 18 settembre, il Comitato di gestione provvisoria è intervenuto con una comunicazione formale e protocollata, trasmessa ai Comuni interessati e ai Carabinieri forestali, che vietava il fuoristrada e il campeggio libero. La comunicazione è arrivata «dopo alcuni esposti», presentati da Italia Nostra e Legambiente, ed entro 24–48 ore dalle segnalazioni. Il transito sulla viabilità ordinaria è rimasto consentito.
Accanto a questo fatto ne va messo un altro. Sette settimane prima, dal 7 al 9 agosto, sulla stessa piana di Campitello Matese, il Matese Volks Camp, inserito nell’Altura Festival con il patrocinio del Comune di San Massimo e della Regione Molise, aveva in programma ufficiale tour in quad e campeggio libero. Nello stesso periodo la Festa della Montagna (7 agosto), organizzata tra gli altri da Regione Molise e Provincia di Campobasso, proponeva escursioni a cavallo e in quad. Non risultano esposti né provvedimenti del Comitato. Il noleggio di quad sulla piana è un’offerta turistica stabile. Non sono quindi trent’anni di silenzio quelli che precedono il caso di settembre: nella stessa area protetta, con le stesse misure di salvaguardia già in vigore, la stessa attività ha prodotto due esiti opposti a distanza di poche settimane.
C’è infine un dato tecnico che riguarda chiunque frequenti il Matese a piedi, in bicicletta o in moto. Le zone 1 e 2 richiamate dal presidente sono definite dalla zonazione provvisoria allegata al decreto ministeriale n. 101 del 2025. L’unico riferimento cartografico ufficiale disponibile è l’Allegato A, una rappresentazione grafica a bassa risoluzione: non esiste un dato geografico in formato aperto con cui verificare con certezza se un tracciato ricada in una zona o nell’altra. La richiesta di accesso alla relazione tecnica ISPRA e ai relativi dataset vettoriali, presentata dall’Osservatorio il 1° luglio 2026, è rimasta senza risposta oltre il termine di legge.
Le due DMO e il position paper
Il secondo panel, moderato da Ferdinando Ceglia, doveva aprirsi con l’assessore regionale e ha preso le mosse dal presidente della Provincia, Nino Lombardi. Lombardi ha rivendicato un «segno di grande maturità politica»: le due DMO sannite, oggi, «dialogano» e non si sovrappongono. Tra le infrastrutture ha citato l’alta velocità e l’invaso di Campolattaro come opera decisiva per la tenuta della filiera vitivinicola.
Il riferimento concreto è il position paper sottoscritto da Sei Valli Sannite e Sannio SiTuS e trasmesso alla Regione Campania, di cui la stampa locale ha dato notizia il 21 settembre. Elio Mendillo, amministratore delegato del GAL Titerno e responsabile di progetto di Sei Valli Sannite, di cui Telese Terme è capofila, ha ricostruito la genesi della sua DMO:
- la candidatura non nasce dall’avviso regionale ma dalla sperimentazione della Strategia nazionale per le aree interne 2014-2020, in un territorio che riunisce trenta comuni;
- la DMO era stata progettata nel 2017, mentre la Regione «ci arriva nel 2024-25»;
- le priorità delle due DMO restano diverse: «i musei di Benevento sono una priorità, ma non sono la nostra priorità»;
- servono «nuove residenzialità», non solo turisti.
Sul Matese la sua definizione è precisa: il Parco nazionale è «un’utile cartolina rappresentativa del Sannio», un «volano acceleratore» della comunicabilità del territorio.
Oreste Vigorito, presidente del comitato promotore di Sannio SiTuS e figura di primo piano di Confindustria Benevento, ha rovesciato l’impostazione: «non ci sono peculiarità in questo Sannio che si differenzino», ciò che cambia è solo il modo di immaginarlo. Ha ricordato che Confindustria ha messo a disposizione del territorio una propria società attiva nel campo dei finanziamenti, e ha citato gli anni di Serie A del Benevento Calcio come occasione turistica non colta: migliaia di tifosi in arrivo da tutta Italia «venivano e se ne andavano». Nella fase di dibattito il confronto con Mendillo sulla metafora dei «vestiti diversi» si è fatto acceso, al punto che il moderatore ha precisato che «questo non è un litigio». Il documento comune esiste; in sala la visione comune è parsa ancora da costruire.
Le conclusioni del Touring
Il vicepresidente nazionale del Touring, Giuseppe Roma, ha chiuso con tre indicazioni:
- smettere di parlare di turismo in generale e segmentare la domanda (giovani, famiglie, terza età, interesse culturale o termale);
- abbandonare l’etichetta di «aree interne», perché, a suo dire, la relativa strategia nazionale «non ha funzionato» e «non esiste più»;
- integrare terme, parchi e Appia in un’unica offerta, con un punto di accesso digitale comune, navette e sistemi di condivisione per muoversi senza auto.
Sul Matese una frase sola, che riassume la distanza tra il racconto e lo stato dei fatti: serve fare in modo «che il Parco del Matese decolli e ci abbia la sua segnaletica, la sua manutenzione, il suo personale». La conclusione è un rovesciamento: il problema non sono i finanziamenti, ma l’abitudine a cercare «un finanziamento a cui trovare noi i progetti» invece di progetti da finanziare.
Gap dichiarati.
- Restano da riscontrare su fonte primaria, prima di poter essere trattati come fatti acquisiti, i dati dichiarati in sala sulle presenze del Grand Hotel Telese, sull’assenza di cammini registrati nell’atlante regionale per la provincia di Benevento, sulla società finanziaria messa a disposizione da Confindustria Benevento e sullo stato della Strategia nazionale per le aree interne.
- Il testo del position paper tra le due DMO non è stato ancora consultato.
- Sull’episodio della Motocavalcata, il presidente Boggia parla di una traversata «fermata». La comunicazione del Comitato riportata dalla stampa vietava il fuoristrada e il campeggio libero, lasciando consentito il transito su viabilità ordinaria: il testo dell’atto protocollato non è stato ancora acquisito.
Che cosa resta
Il convegno ha registrato un’ammissione e una contraddizione. L’ammissione: il parco nazionale del Matese è, per voce del suo stesso presidente, in una condizione provvisoria destinata a durare, e il presidente di un parco regionale pienamente operativo dichiara che un parco, da solo, «può fare ben poco» per intercettare risorse. La contraddizione: il Parco nazionale è indicato come «cartolina», «volano», «attrattore», mentre la sua prima azione resa pubblica è un divieto, applicato su una zonazione non verificabile e attivato da un esposto dopo che, sulla stessa piana e con le stesse attività, un evento con patrocinio regionale non ne aveva ricevuto alcuno.
Il tema del credito, che a Piedimonte Matese era rimasto del tutto assente, a Telese è comparso soltanto nella forma dei bandi, dei partenariati e degli strumenti di categoria. Non sono mai stati nominati come destinatari né le piccole imprese già presenti sul territorio né chi dovrebbe investire per aderire a un marchio di destinazione. Su questi punti torneremo con le domande che rivolgeremo direttamente a due dei relatori.
Le dichiarazioni riportate sono tratte dalla registrazione integrale del convegno effettuata dall’Osservatorio; i tempi degli interventi sono stati annotati in sala. I dati numerici sono quelli dichiarati dai relatori in sede di convegno. Le informazioni sulla Motocavalcata del Molise e sugli eventi di agosto a Campitello Matese provengono da amolivenews.it (30 luglio e 18 settembre 2026).